Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Di Pietro e legge sulle intercettazioni

Prendo il post di ADP direttamente dal suo blog:

http://www.antoniodipietro.com/2007/05/la_legge_sulle_intercettazioni.html

“Rispondo alle molte mail che mi sono pervenute sull’approvazione del ddl Mastella relativo alle intercettazioni telefoniche. Abbiamo ritenuto necessario fare questo provvedimento per regolarizzare l’uso, e anche l’abuso che spesso si fa, delle intercettazioni. Il nostro voto favorevole del provvedimento è stato per senso di responsabilità poiché è del tutto evidente che c’è una necessità di tutelare chiunque resti coinvolto in intercettazioni ma totalmente estraneo all’inchiesta. Così come ci siamo posti il problema di salvaguardare lo strumento delle intercettazioni quale metodo necessario e insostituibile d’indagine. Riteniamo che il provvedimento sia sostanzialmente buono nell’impianto generale e che, in specifiche parti, ci siano margini di miglioramento. Ci auguriamo che al Senato si possano apportare ancora delle modifiche ed arrivare ad un maggiore equilibrio tra tutela del diritto all’informazione e tutela della Privacy.
L’Italia dei Valori si è battuta soprattutto per evitare che il provvedimento si muovesse in una direzione di eccessiva penalizzazione, sotto il profilo penale per i giornalisti, opponendosi alla reclusione fino a 3 anni come chiesto, con un emendamento, da AN e FI. Un’altra battaglia che il partito ha portato avanti è sulle intercettazioni cosiddette “illecite” le quali non saranno distrutte se costituiscono corpo di reato; se ritenute utili alle indagini, confluiranno in un archivio riservato al quale potrà accedere il titolare dell’inchiesta. Ed infine, sempre sotto l’aspetto deontologico riguardante la stampa, abbiamo inteso tutelare le persone che vivono una oggettiva condizione di inferiorità fisica o sociale. Per tali soggetti infatti, in caso di pubblicazione di notizie che li riguardano, ma non utili ai fini dell’inchiesta, il garante può disporre che la testata ripari con una esplicita ammissione, attraverso le pagine dello stesso organo di stampa, dell’abuso gratuito e infondato del quale si è dato notizia.”

Molto bene. Come scrivere molto e non dire nulla. Mi preme ricordare ai miei (pochissimi) lettori, che il punto focale delle discussioni che sono nate, non sono partite dal concetto della “pubblicazione dei dati non utili ai fini dell’inchiesta”, ma proprio dei dati che sono utilissimi ad essa. Ricordo, che secondo la ddl Mastella:

Sarà sempre più difficile pubblicare sui giornali i contenuti delle intercettazioni. Il testo, che passa ora all’esame del Senato, vieta infatti la pubblicazione, anche parziale o riassunta, di tutti gli atti di indagine, almeno fino all’inizio del processo. E questo vale anche per le intercettazioni in generale, per i flussi telematici e per il traffico telefonico. Non sarà possibile neanche sintetizzarne il contenuto. Vietatissima anche la pubblicazione di tutte le parti di ordinanza di custodia cautelare che riportano il contenuto delle telefonate intercettate e delle intercettazioni che riguardano persone estranee ai fatti del processo o che, comunque, risultano irrilevanti ai fini del procedimento. Oltre ai divieti, aumentano anche le multe per i cronisti. Quelli che pubblicheranno atti vietati rischieranno l’arresto fino a 30 giorni o l’ammenda da 10 mila a 100 mila euro. La norma attuale del codice penale (art.684) prevede invece l’ammenda da 51 a 258 euro. Il carcere però resta comunque per tutti quei giornalisti che metteranno in pagina informazioni raccolte illecitamente: da sei mesi a quattro anni.”

E’ questo il punto. E’ possibile che dichiarare un reato, seppur venendone a conoscenza in modo illegale, sia più grave del reato stesso? Assolutamente no, anzi, dovrebbe costituire una attenuante per il processo per colui che ha ottenuto informazioni in modo illegale.

Una parte di Italia spera che il Ministro di Pietro, pur essendo ovviamente padrone di fare le sue scelte in Parlamento, non venga colpito dalla “Rutellite”, malattia che consiste nell’affrontare un problema parlando degli aspetti minori e dei dettagli che non costituiscono dibattito.

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May 5th, 2007 Posted by Gyles | Attualità, Cronaca, Politica | no comments

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