Di ritorno da “Nuova Woodstock”
“Nuova Woodstock”, così Beppe Grillo ha ribattezzato Bologna, anche se ha specificato che “i drogati e i figli di buona donna, questa volta, sono dall’altra parte”.
Una manifestazione incredibile, se si pensa che è stata pubblicizzata solo attraverso la rete, senza un solo minuto di presenza nei cosiddetti mass media.
L’iniziativa (ma ormai la sapete a memoria):
- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento – Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale - DUE LEGISLATURE
No ai parlamentari di professione da venti e trent’anni in Parlamento – Nessun cittadino italiano può essere eletto in Parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente - ELEZIONE DIRETTA
No ai parlamentari scelti dai segretari di partito – I candidati al Parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta
Personalmente sono molto d’accordo con due dei tre punti, tranne col secondo, io credo che i migliori possano rimanere in Parlamento anche di più, spopolare il Parlamento delle persone migliori non è salutare per la qualità del Governo.
Beppe Grillo appare come un leader nel pieno della sua capacità comunicativa, tanti ospiti di peso, da Sabina Guzzanti a Maurizio Pallante e al più “tecnico” architetto Majowiecki. E’ quest’ultimo a far vedere una serie di opere pubbliche-d’arte che sacrificano la funzionalità e l’economia alla bellezza artistica. Peccato che il suo intervento inizi con un paio di opere che portano la sua firma, tra cui lo stadio Delle Alpi di Torino, non esattamente famoso per funzionalità ed economicità.
Sabina Guzzanti interviene con un graffiante monologo sulla libertà e professionalità dei giornalisti, costretti a lavorare sotto padrone. Il corsivo è scintillante, purtroppo l’attrice-regista non l’ha imparato a memoria prima della manifestazione: “spero mi scuserete, non ho avuto tempo…”, applausi a profusione.
Promossi gli Skiantos, gruppo musicale demenziale, in grado di portare un po’ di energia alla serata, prima degli ospiti più attesi. Bella e critica “angolo b”, la loro canzone di ribellione a Bologna (angolob al contrario).
A tempi maturi, Beppe Grillo chiama ad intervenire Marco Travaglio, e la folla risponde come poche altre volte. L’applauso pachidermico che accoglie il giornalista piemontese è superiore addirittura a quelli riservati a Grillo e alle sue gag. Gente impazzita, chi batte i piedi per terra e la folla in delirio, tutto per ascoltare un giornalista. Non pare emozionato il free-lance di Repubblica, Espresso e Micromega, una lunga serie di cattiverie farcite in salsa satirica, senza dimenticarsi di affrontare la folla anti-Cofferati con il ricordo del passato del sindaco come sindacalista: ma non ci sono fischi, ancora applausi, pare proprio che Travaglio, ad oggi, possa dire quello che vuole talmente è alta la credibilità nei suoi confronti.
Purtroppo non sono riuscito a vedere il concerto-chiusura dei Negritas, rischiavo di perdere il terzo treno e arrivare a Torino alle 7.30 del mattino. Pericolo che ho scongiurato, arrivando nel capoluogo piemontese alle 3, in piena notte, senza mezzi pubblici: grazie alla Gilla e alla Gilla mobile.
Oggi seguono le polemiche.
Mancuso, a cui Grillo ha riservato un applauso per la realizzazione del V-Day, lascia la festa in polemica: “hanno offeso Marco Biagi”, quando il giornalista gli chiede dove risponde: “veramente in un filmato iniziale”, e cosa han detto? “Non ricordo”. Il giallo si ricostrusce grazie ai video dei presenti in piazza. All’inizio parte un filmato-spot del celebre libro di Grillo e lavoratori “Schiavi Moderni” che critica pesantemente la legge Biagi. Io ero presente, non c’è stata nessuna critica alla vittima delle BR, solo critiche alla legge Biagi, il che ovviamente non implica sostegno ai terroristi.
Ma ai politici piace inventare le cose per suffragare i loro scopi, quindi:
“Attaccato Marco Biagi” - Il primo è Pier Ferdinando Casini, che definisce il V-day “la più grande delle mistificazioni”, una manifestazione “di cui dovremmo tutti vergognarci”. Per il presidente dell’Udc, in realtà, il motivo della vergogna non è tanto il rischio del populismo e di una deriva qualunquista quanto un fatto accaduto a Bologna che ha ancora contorni poco chiari e che riguardarebbe il giuslavorista ucciso dalle Br Marco Biagi. “E’ stato attaccato Biagi che invece andrebbe santificato” dice Casini. Che aggiunge: “Dovrebbero vergognarsi i politici che pur di stare sull’onda del consenso popolare hanno mandato messaggi di adesione a Grillo”. da repubblica.it
Censurando la prima parte, come precedentemente motivato, Casini dice una cosa giusta, ovvero che i politici che in questi anni hanno evitato alcune iniziative tra cui, guarda caso, quella dei 3 punti di ieri, possano oggi parlare di sostegno al V-Day.
