Rispondendo al Blog del Sen. Mastella
Ho provato a rispondere al post “Grillo e il Qualunquismo appoggiato” dal blog del Ministro Mastella, ma il mio post non è ancora stato approvato dal moderatore. Avevo solo fatto notare che la frase “Ricordo solo che in Parlamento ci si arriva in base ai voti che si ricevono.” mi sembrava particolarmente infelice, visto che l’Udeur ha preso l’1,399% dei voti e che quindi si potrebbe anche discutere sul fatto che Mastella, forse forse, non lo si voleva come Ministro (man che meno alla Giustizia).
Di seguito risponderò al post “Libero” volo (parte prima)” dove il Ministro riporta l’articolo di Libero introdotto da un preambolo interessante. È proprio in questo testo iniziale che si è focalizzata la mia attenzione mentre leggevo sul blog.
Risposta:
Credo che ricevere insulti attraverso il blog non sia mai producente. Tanto meno scriverli si addice ad un popolo, quello del web, che è in grado di fare molto meglio e di dimostrarsi maturo nei momenti importanti. Ma passiamo alla ciccia del discorso. Lei sostiene che la notizia era una “notizia sbagliata e data in un modo quanto meno singolare. Un aereo di Stato utilizzato per motivi personali“. Ebbene, può essere che l’inviato de l’Espresso abbia preso un granchio, a volte capita. Tuttavia rimangono dei dubbi insolti in questa questione. Lei è stato “Invitato ad essere presente alla premiazione nel gran premio di formula 1″, a che titolo? Non poteva andarci il Ministro Melandri? Il fatto che lei abbia “chiesto un passaggio” e non abbia fatto autostop è lodevole, ma poi ha “portato” suo “figlio” con sè. Il figlio è suo, non è certo un figlio della collettività, almeno a me nessuno ha informato che ho adottato a distanza il figlio di un Ministro. Il figlio è suo, quindi l’uso dell’aereo pare proprio essere un uso per “motivi personali”. Inoltre lei ammette: “Ma non capisco qual’è il problema. C’era posto”. Ma se c’era posto, non potevo venire anche io? O magari un appassionato di F1? Sarebbe stato più titolato che il Ministro della Giustizia. Quando lei dice: “Parlate di problemi di opportunità politica? Di atteggiamento offensivo rispetto a chi fa una vita diversa e molto più dura? Lo capisco”, lei dimostra che, a differenza di quanto affermato prima, il problema lo ha capito perfettamente. Mi preme ricordarle che anche se sostiene che “La questione a mio avviso è che c’è un tentativo politico di massacrarmi in base a un progetto preciso per far cadere il Governo”, se lei si dimettesse da Ministro, non credo che automaticamente crollerebbe il Governo. Magari crollerebbe con un aiutino. Inoltre lei tenta di giustificarsi adducendo i suoi meriti da Ministro quali “la riforma del sistema giudiziario”, che ha fatto sorgere non pochi dubbi sulla canoni costituzionali di indipendenza della magistratura, e per quanto riguarda il “51 bis, riguardo i mafiosi” e i “paletti precisi e ferrei” la legge ideale era quella approvata dopo la morte di Falcone e Borsellino. Detto questo, abbiamo stabilito che lei è convinto dei suoi mezzi come Ministro della Giustiza. Io non sono in grado di apprezzarlo, ma cosa c’entra con l’aereo? L’aereo “avrebbe fatto comunque quel percorso”, è vero, ma perché c’era a bordo lei? Non poteva andarci Guido Meda? Comunque non è successo nulla di male, soprattutto visto che “i presidenti di Camera e Senato mi hanno difeso. Così come il presidente del consiglio”. Le consiglio però di trovare consensi anche tra la gente comune, e non solo tra i suoi colleghi, altrimenti si rischia di pensare che vi diate ragione tra di voi e che siate diventati una casta.
Gillo
Speriamo che questa mia risposta, che è un po’ polemica ma che spero racchiuda bene quello che penso, arrivi al Ministro sana e salva.
