Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

La sindrome delle due dita

Ho seguito, come parecchi altri giovani, con interesse e apprensione il fenomeno Beppe Grillo nel suo evolversi. È davvero difficile capire cosa è successo, ma è interessante provare lo stesso fare il punto ad oggi. L’han fatto tutti, giornalisti televisivi e giornalisti della carta stampata, più o meno bravi e anche alcuni incapaci sopravvalutati nelle capacità e nello stipendio. Dopo un editoriale come quello di Mazza, direttore del Tg2, mi sento autorizzato anche io a dire la mia, magari, nella mia giovinezza, riuscirò a dire meno cavolate di quelle che go sentito ngli ultimi 20 giorni.

Innanzitutto il movimento palesatosi l’8 Settembre fino al 7 dello stesso mese era assolutamente invisibile e ignorato dai media. Come mai? Delle due una, o lo si è fatto apposta perché coscienti di quello che stava accadendo pur sottovalutandolo, oppure i giornalisti e i politici più importanti non se ne sono accorti sul serio. In entrambi i casi è facile capire che le motivazioni sono un mix di malafede e profonda ignoranza dei problemi che stanno a cuore alle persone deluse da tutto l’arco costituzionale.
È importante notare che nei giorni precedenti il comico genovese aveva raccolto le reazioni e i commenti di parecchi politici che avevano detto la propria opinione sui tre punti dell’iniziativa popolare. Pare proprio che l’idea che non si sapesse cosa stava accadendo sia già da scartare.
In seguito all’8 Settembre ogni politico o giornalista ha deciso di reagire in modi più o meno condivsibili.
Mastella sul suo blog ogni giorno aggiunge castronerie al suo bagaglio storico e si allontana ancora di più, se possibile, dagli individui estranei alla sua corte clientelare.
Di Pietro ha condiviso l’iniziativa di Grillo pur conscio che una eventuale approvazione del testo pari all’attuale sarebbe la fine della sua carriera da parlamentare.
Emilio Fede ha fatto partire ufficialmente sul suo Tg la campagna anti-Grillo. Ogni giorno distorce quello che il comico ha chiaramente detto sul palco di Bologna. Le solite facce, i soliti versi e le solite notizie gradite al capo. Insomma, i soliti 90 gradi.
Memorabile l’intervento di Polito ad Annozero, dove il giornalista dell’Ulivo (ormai possiamo definire i giornalisti anche in base al loro partito di provenienza), ha difeso l’idea che Grillo avesse offeso Marco Biagi, vittima del terrorismo politicizzato. Dopo il video incriminato, che scagionava seduta stante il comico, l’intellettuale ha provato a difendersi scaricando prima su Mancuso e poi sul giornalista Ichino del Corriere, anch’egli sostenitore del Grillo anti-Biagi (non si sa su che basi visto il video precedentemente). Ovviamente questa teoria si basa sul fatto che contestare una legge sia diverso dal contestare la persona di cui porta il nome (lapalissiano). Nella stessa trasmissione il Polito ci regala gratuitamente anche questa perla non richiesta.
Prodi nel solito salottino di Bruno Vespa, ha provato a convincerci che Grillo è tanto bravo a guastare quando incapace a proporre. Sarà, ma il vero problema pare proprio essere che Grillo propone cose scomode, in continuazione. Certo, le proposte dell’ex fantasista di San Remo sono spesso discutibili, e ci piacerebbe sentire qualche discussione nel merito, invece che sentir sempre parlare del “megafono” Grillo.
Insomma, si passa il tempo ignorando ciò che viene indicato e si continua a discutere sul dito, anzi, le due dita.

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September 25th, 2007 Posted by Gyles | Attualità | 9 comments