Raiset

Da parecchio tempo si discute dei comportamenti tenuti dalla Rai negli ultimi anni. Il conflitto di interessi di Berlusconi e della sua profonda influenza sulla Rai durante il quinquennio del Cavaliere erano sotto gli occhi di tutti.
Tanto per citare alcuni episodi simbolici ricordo quando il 7 Marzo 2003 venne offerta la Presidenza Rai a Mieli che accettò a condizione che Santoro e Biagi tornassero in prima serata. Lucia Annunziata divenne Presidente 6 giorni dopo.
Oppure quando il futuro Presidente di viale Mazzini Petruccioli fu investito della sua carica subito dopo un colloquio di assunzione direttamente a casa del Premier Berlusconi. Un imprenditore che sceglie, insomma, il capo che dovrà dirigere la concorrenza contro di lui e le sue aziende. Un politico che sceglie, insomma, il capo che dovrà documentare e informare la gente del suo operato come Premier.
E ancora quando bloccarono lo splendido (parere squisitamente personale) Raiot di Sabina Guzzanti. Sabna Guzz si era avvicinata troppo e troppo lucidamente alla verità per permetterle di fare una seconda puntata.
Tutti ne parlavano, era una costante d’ambiente alla quale ci si era abituati, in quanto palese. Ma finalmente sono venute fuori le intercettazioni. Il divertente è che sono scaturite per caso, quasi a burlarsi del fatto che nessuno era in grado di fare a meno di loro. Esistono da oggi, cioé, le prove documentali di quanto accaduto.
Tutto inizia con le indagini sul fallimento dell’Hdc di Luigi Crespi, il sondaggista preferito di Silvio Berlusconi, che ha, stranamente, lavorato anche per la Rai. Dalle indagini emergono contatti tra manager Mediaset e Rai con i primi che suggeriscono ai secondi come organizzare il Festival di San Remo (il San Remo del 2004 condotto da Simona Ventura fu il primo ad avere una serata “battuta” sullo share dal Grande Fratello), o che si lamentano del fatto che durante i funerali del Papa, «Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere».
Sarebbe divertente, se non facesse riflettere, l’episodio che ha coinvolto Bruno Vespa e Deborah Bergamini, ex assistente di Berlusconi e capo del Marketing Rai. I dialoghi tra questi due esempi di come non fare rispettivamente giornalismo e amministrazione sono assolutamente indifendibili. Deborah consiglia a Bruno di «non confrontare i voti attuali con quelli delle scorse regionali» e di «fare più confusione possibile per camuffare la portata dei risultati».
Chapeau.
