Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Giocare col fuoco

Innanzitutto la terminologia. Termovalorizzatore è la parola comunemente usata per definire in modo più dolce e più commerciabile un inceneritore. Quest’ultimo è il termine di riferimento per tutta la documentazione e tutta la normativa di riferimento.

Detto questo, è spiacevole notare, come purtroppo avevo intuito, che dopo gli spasmi napoletani, dopo le scuole chiuse e i rischi di epidemie, gli organi di informazione si son già rimessi al lavoro per aiutare gli imprenditori del fuoco, i furbetti dei CIP6.

Napoli è sommersa dai rifiuti degli stessi cittadini. Le scuole vengono chiuse, la gente si rintana in casa, non prende la macchina perché è impossibile viaggiare e gli Stati Uniti d’America consigliano ai propri turisti di evitare Napoli. In tutto questo sarebbe bello vedere i due “capi” Jervolino e Bassolino dimettersi, non tanto per far pagar loro colpe in parte discutibili, ma per far capire ai sottoposti che chi sbaglia paga. E magari il prossimo “capo” fa saltare qualche testa sotto di lui e fa lavorare veramente il sistema che è attualmente palesemente ingolfato.

Ieri mattina su “La vita in diretta” è andato in onda un servizio che mi ha fatto gelare le dita dei piedi (è molto fastidioso!). Dopo una panoramica sulla città di Napoli, più precisamente nelle zone veramente più disperate, va in onda un lungo, e formalmente di ottima fattura, reportage sugli inceneritori, più precisamente su quello di Venezia. Ovviamente è stato definito fin da subito termovalorizzatore, il processo di incenerimento è stato chiamato trasformazione o più semplicemente processo. Invece si chiama proprio incenerimento. Il servizio ha poi presentato una bella lista dei vantaggi, partendo dai costi, il riscaldamento e l’elettricità che non aumenteranno di prezzo fino al 3098 o giù di lì. Sono spariti gli svantaggi, o comunque un minimo di dati dal punto di vista chimico/ambientale. Non sono importanti.

Negli anni sono stati trovati metodi per ridurre veramente al minimo le emissioni di ossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto e gas acidi come l’anidride solforosa. Minime, non nulle le emissioni. Per rendere massima l’efficienza della combustione si alza la temperatura. Ciò comporta una minore produzione di diossine e contemporaneamente un aumento di particolato.

Più la combustione rende, più la temperatura è alta. Più la temperatura è alta, più il particolato è fine. Più il particolato è fine, più è difficile da intercettare. Più il particolato è difficile da intercettare, più è in grado di essere intercettato anche dai polmoni e quindi è più facile che riesca ad entrare in circolo e provocare tumori.

Per transitività: più si vuole rendere efficiente un inceneritore, più si rischiano tumori. È un ragionamento preso molto alla lontana e in modo poco scientifico, ma a grandi linee è così che funziona. È un bel conflitto di interessi: soldi o salute?

Ma proviamo a conoscere meglio queste particelle. La loro pericolosità è potenzialmente estremamente elevata. Questo è confermato dai limiti particolarmente severi imposti dalla normativa per i fumi, limitata però alle polveri totali senza discriminare le relative dimensioni delle stesse. Infatti, se da un lato la combustione dei rifiuti produce direttamente enormi quantità di polveri dalla composizione chimica varia, dall’altra alcune sezioni dei sistemi di filtrazione ne aggiungono di ulteriori (in genere calce o carboni attivi) per assorbire metalli pesanti e diossine come sopra spiegato. Pertanto, le polveri finiscono per essere un concentrato di sostanze pericolose per la vita umana ed animale.

Per tali motivi, l’importanza e l’efficacia dei depolveratori è molto elevata. Vengono in genere usati sia filtri elettrostatici (dagli elevati consumi elettrici, poco efficaci su ceneri contenenti poco zolfo ma in generale abbastanza efficaci se frequentemente ripuliti), sia filtri a maniche (non adatti ad alte temperature e soggetti ad intasamento). Attualmente la legge non prevede limiti specifici per le polveri fini (PM10, ecc.) per cui la reale efficacia di tali sistemi su queste particelle è oggetto di dibattiti accesi.

Gli inceneritori producono polveri potenzialmente estrememente dannose. Tutto questo a norma di legge. Per chi ha voglia di leggere uno studio recentissimo, allego questo: Arpa – Inceneritori 2007.

Il Ministro Di Pietro ha usato il termine “pseudoambientalisti” quelli che, come Beppe Grillo, hanno sempre messo in guardia e aiutato le popolazioni locali contro la costruzione degli inceneritori. Il Ministro Di Pietro, per non fare la figura dello pseudopolitico dovrebbe prima spiegarci cosa intende fare con i PM, e non sto parlando dei Pubblici Ministeri.

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January 9th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 15 comments

15 Comments »

  1. io rimango con il dubbio che parte del macello di Napoli è stato fatto per aiutare i petrolieri ed i costruttori di inceneritori (purtroppo hanno supporters in entrambi gli schieramenti politici); evidentemente l’opinione pubblica, nonostante tutti gli sforzi dei media, non è così favorevole ai “termovalorizzatori”, ho sentito ieri da un tg che prodi diceva “tre termovalorizzatori entro x” con x una data relativamente molto vicina a quella attuale (tipo “entro fine anno” o giù di li).
    vogliono presentarci gli inceneritori come “la soluzione finale” :-(

    Comment by vito | January 9, 2008

  2. Oltre al fatto che bisognerebbe chiamare le cose con il proprio nome bisognerebbe dire una cosa altrettanto importante ovvero che senza differenziata l’inceneritore è inutile. Il discorso dell’inceneritore può essere fatto solo dopo aver aviiato in maniera adeguata la raccolta differenziata perchè la combustione di polimeri (altrimenti detta plastica) non è mai completa o comunque non procede regolarmente. oggi ho visto un servizio su una discarica e c’era il biogas che usciva per strada,non è come qui dove c’è tutto un impianto per dare gas nelle zone limitrofe….immaginiamo se costruiscono un inceneritore cosa succede….
    ciao

    Comment by alessia | January 9, 2008

  3. questa gente si è uccisa da sola! sotterrano la roba nei prati non pensando che la terra, l’acqua e l’aria che hanno intorno serve per far vivere anche i loro figli!
    mettono le scorie radioattive nei prati così poi si mangiano la merda che gli ha portato tanti bei soldini..

    sui casini che stanno facendo mi viene solo male a pensarci. fanno un mare di rifiuti, non differenziano e poi quando devono smaltirli si arrabbiano. e cosa dobbiamo fare?

    Comment by Metalluss | January 10, 2008

  4. Io propongo una riflessione. Sull’onda dell’emergenza si costruiscono TRE inceneritori. Quando l’emergenza finirà… i tre inceneritori saranno superflui? Oppure è un ottimo modo per alzare la soglia di emergenza, quindi quello che oggi lo è, domani sarà normale?

    Comment by Gyles | January 10, 2008

  5. mh… secondo me se costruiscono i 3 inceneritori come dici, non ne arriverà uno alla fine dei lavori. qualche mafiosetto si acciccuccerà su una ruspa e farà andare avanti i lavori finchè campa. e noi paghiamo. già noi perchè loro fanno le cagate e noi mettiamo i nostri soldi per risolvere i loro problemi. mi piacerebbe sapere quanto guadagna De Gennaro (si chiama così?) oppure quanti soldi si è intascato Bertolaso qualche tempo fa. ma qui ci stiamo allontanando dal problema.

    gli inceneritori fanno male alla salute, potrebbero quindi utilizzare un sistema già adottato da un paese vicino Padova.
    Differenziano il 78% dei rifiuti. tutto ciò che non ossono recuperare lo mettono in discarica, una piccola discarica da cui ricavano biogas. il biogas in eccesso viene bruciato sul posto, mentre la quantità “giusta” viene mandate ad una vicina centrale per la produzione di energia elettrica. questa energia elettrica viene venduta dal Comune all’Enel. l’anno scorso il comune ha incassato circa 2.5mln di euro. con questi soldi l’amministrazione ha deciso di agevolare i propri cittadini:
    pullman per i ragazzi che vanno a scuola 12€ al mese
    libri scolastici gratis
    ICI aliquota prima casa 4xmille
    aliquota ordinaria 5xmille

    con l’avanzo hanno costruito una piscina che riscalderanno con il biogas in eccesso recuperato dalla discarica.
    beati loro

    fonte informazioni: radiorai2

    Comment by Metalluss | January 11, 2008

  6. Ecco, però vorrei che ci si concentrasse ancora su un problema: le polveri sottili che emanano gli inceneritori? È giusto che come problema scompaia per far posto solo agli aspetti positivi degli inceneritori? O no?

    Comment by Gyles | January 11, 2008

  7. no perchè certi impianti devono essere costruiti e progettati solamente se sono sicuri. va bene togliere l’immondizia però non mi sembra il caso di uccidere la gente in questo modo.
    è un argomento delicato, soprattutto se pensiamo che è scoppiato nel sud. laggiù sono tutti un pò con la testa sulle nuvole e non pensano a loro stessi ed agli altri. la parola “differenziata” pronunciata da loro è quasi un sacrilegio, non la faranno mai e quindi possiamo continuare a spedire i rifiuti in germania

    Comment by Metalluss | January 11, 2008

  8. Ecco, ma questo problema in Germania se lo saranno posto giusto? Come mai loro inceneriscono senza problemi? È anche da sottolineare il fatto che la tendenza europea è quella di NON costruire inceneritori, anzi smantellari per passare ad altri metodi di riciclaggio e soprattutto di riutilizzo.

    Comment by Gyles | January 11, 2008

  9. in germania hanno l’inceneritore per i nostri rifiuti oppure hanno qualche diavoleria che non gli porta rischi?
    questo non lo so, non so neanche bene come attrezzano gli inceneritori per ridurre al minimo le polveri…
    se fanno come all’acciaieria Beltrame di San Didero, spendono tanti soldi per aver uno scarso risultato. si salvano perchè le tolleranze di legge sono alte e quindi non sforano i limiti..

    Comment by Metalluss | January 11, 2008

  10. Ecco, secondo me il concetto è proprio quello. Prima di renderci “uguali” al resto d’Europa, quindi adottare qualche inceneritore in più, ricordando comunque che già una cinquantina ci sono in Italia, non è il caso anche di rincorrere le normative sui Pm, le polveri sottili? In Italia la norma, come ho scritto nel post, presenta veramente delle lacune pesanti!

    Comment by Gyles | January 11, 2008

  11. come tutte le norme fatte in Italia. fai la norma e subito dentro ci metti qualche imprecisione per fare in modo di non rispettarla senza rischiare nulla..
    dovremo smetterla di produrre rifiuti. dovremo rifiutarci di comprare quei prodotti che hanno tantissima plastica, incarti su incarti, etichette adesive, scatole di plastica dentro scatole di cartone… a questo punta è l’unica e giusta soluzione. ridurre i rifiuti e sviluppare le discariche come fonti di biogas…
    è una cosa impossibile però mi piace pensarla

    Comment by Metalluss | January 11, 2008

  12. Il vero problema IMHO é che nel napoletano si dovrebbe prima fare una bella raccolta differanziata di camorristi (cosa che purtroppo nessun governo é riuscito mai a fare) non sono i napoletani che sono scemi e che si sono sotterrati la roba in giardino fregandosene; sono i mafiosi quelli che si sono arricchiti creando discariche abusive ed accettando i rifiuti tossici del nord italia.

    Comment by Vito | January 13, 2008

  13. purtroppo l’inceneritore è l’unico rimedio immediato al problema rifiuti in campania perchè sono troppo ed è troppo tempo che la popolazione sta sopportando questa situazione. Per altro il rischio di diffuzione di malattie e virus sta salendo sempre più e ringraziamo il cielo di non essere ad agosto…
    La soluzione definitiva però non può certo essere l’inceneritore! in questo sono molto d’accordo con Grillo quando propone con forza la riduzione della PRODUZIONE dei rifiuti! Pensate a quanto viene inballato un tubetto di dentifricio! serve tutto quel packaging?! a mio avviso no!
    Nel mio piccolo quando faccio la spesa cerco di stare attenta anche a queste cose!

    Comment by Jazia | January 14, 2008

  14. @Vito
    hai ragione in pieno

    Comment by Jazia | January 14, 2008

  15. E’ fuori da qualunque dubbio che gli inceneritori non sono la soluzione come i politici vogliono farci credere.
    E’ vero che dall’incenerimento dei rifiuti si producono ceneri, PM, diossine e altri inquinanti, ma ciò è “normale”: se si brucia qualcosa, per il principio della fisica per cui “nulla si crea e nulla si distrugge”, ciò che si brucia non può scomparire ma si trasforma, magari, come in questo caso, in qualcosa di più piccolo, che potrebbe portare a dire che si sono distrutti i rifiuti, ma nella realtà non si è distrutto proprio nulla.
    Inoltre vorrei fare una precisazione: come tecnologia per bruciare i rifiuti non vi sono solo gli inceneritori, ma anche i gassificatori e gli impianti di pirolisi, che bruciando i combustibili in assenza o con poco ossigeno, producendo meno inquinanti.
    Comunque, io penso che gli inceneritori non siano la soluzione, ma forse per Napoli sì. Ritengo che costruire degli inceneritori in Campania sia l’unico modo per eliminare il casino provocato dai politici ma anche dai cittadini napoletani.
    Certo se agli inceneritori non si accompagna una politica della raccolta differenziata porta a porta, non si risolverà mai nulla. La raccolta differenziata deve essere un obbligo del cittadino, e se non la fa sta al comune obbligare il cittadino a farla. Infatti facendo la raccolta differenziata è possibile eliminare dai rifiuti molta di quella immondizia responsabile della formazione di diossine, come l’umido, la carta, il segno, ecc. e ridurre di molto la quantità di immondizia da incenerire. Se poi prima dell’inceneritore si procede a una ulteriore separazione dei metalli e di altre sostanze riciclabili che prima sono sfuggite, a questo punto la parte di rifiuti non riciclabili è al minimo. Ed è a questo punto che si mandano negli inceneritori poichè ciò che rimane è una quantità molto minore della quantità iniziale e genera meno inquinanti. [Si veda l’intervita a Maurizio Pallante: http://it.youtube.com/watch?v=I12FwO1XqsU e http://www.beppegrillo.it/2008/01/maurizio_pallante_e_la_scomparsa_dei_rifiuti.html#comments
    Certo ora non vorrei che essendo in emergenza tutti si buttino a testa bassa sulla costruzione di inceneritori, come la Sicilia che ha annunciato la costruzione di 4 o 5 nuovi inceneritori. Ricordo che in Italia ce ne sono già 50 di inceneritori per una popolazione di 59 337 888 ab.; mentre in Germania ve ne sono 60 per una popolazione di 82.438.000 ab.. Cavolo in Germania sono 20 000 000 ab in più di noi e hanno solo 10 inceneritori in più. In fatto di quantità di inceneritori siamo secondi solo a Francia (112) e Germania (60) [Si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Inceneritore#Diffusione_in_Italia_e_in_Europa.
    Ricordo che una volta costruito un inceneritore, questo per rendere, cioè produrre energia e non avere più spese che guadagno (che già di norma un inceneritore è un investimento a perdere perchè richiede una moltitudine di trattamenti per gli inquinanti, come le ceneri, gas di scarico, acqua, che sono costosissimi), va alimentato con immondizia. Ciò significa che se si investe sempre di più negli inceneritori, si incentiverà sempre meno la raccolta differenziara, poichè toglierebbe immondizia per gli inceneritori. E questo non va bene. La soluzione è la raccolta differenziata che deve portare a ridurre gli inceneritori negli anni.
    Un altra cosa, l’ultima, ricordo che ad oggi gli inceneritori “convengono” perchè sono incentevati da soldi che arrivano dalle nostre bollette che paghiamo: su ogni bolletta vi è una trattenuta del 7% da investire in energie rinnovabili. Il che mi andrebbe più che bene, ne sarei entusiasto, se non fosse che gli inceneritori rientrano nella categoria delle energie rinnovabili, poichè essendo stati catalogati come termovalorizzatori, i politici ritengano che con essi si recuperi l’energia potenziale dei rifiuti. Ma cazzo quella non è energia rinnovabile. In Italia sull’energia rinnovabile siamo indietro anni luce… Siamo il paese del sole e abbiamo un uso di pannelli solari bassissimo. Ogni casa nuova dovrebbe avere per legge i pannelli solari. Il futuro si combatterà sul problema dell’energia e dell’acqua. Al momento l’Italia non è autonoma energicamente e ciò non può fare altro che pesare sulle tasche degli Italiani.
    Per una volta facciamoci furbi… Investiamo dove si deve investire:
    - Raccolta differenziata
    - Ridurre gli inceneritori quando la raccolta funzionerà come di comanda
    - Obbligare i produttori a produrre pensando al riutilizzo e al riciclaggio dei materiali a fine vita del prodotto
    - Investire nell’energia rinnovabile, quella vera.

    Comment by Dario M. | January 22, 2008

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