Quanto vale un pallone?
Visto che infervora la campagna elettorale, e che, come si sa, tutto quello che succede è fine a sè stesso, provo a ridare dei connotati personali al mio blog, e vi racconto un po’ di cavoli miei.
Oggi vi racconterò quanto è difficile valutare il valore di un pallone da calcetto.

Martedì sera, serata di torneo di calcetto. Due squadre che si affrontano, tutti i giocatori che credono di essere Baggio o Van Basten. Pochissime entrate dure, pochi falli (5 in 50 minuti), tanta corsa ritmi alti e tanti gol. Uno dei nostri ultimi gol ha visto il nostro segnatore sfottere il portiere che precedentemente aveva avuto da ridire su un nostro compagno che era sempre a terra dopo i contrasti. Fischio dell’arbitro, termine dell’incontro e vinciamo noi con un buon scarto.
Sembra tutto finito, alla fine chi vuole abbraccia gli avversari, saluta l’arbitro e si fila negli spogliatoi per la meritatissima doccia.
Ed ecco la domanda che mi fa raggelare il sangue: «Indovinate un po’ cosa hanno dimenticato in campo?». Eh già, gli avversari si erano dimenticati il pallone in una delle due porte. «Ridiamoglielo» dico ingenuamente io. «Ma scherzi? Così imparano a dimenticarlo e a trattarci così, a fare gli sbruffoni». Non mi tengo, dico l’insulto più grave che mi viene in mente: «Ma siete proprio italiani!». L’insulto colpisce, e non mi stupisce. Niente da fare per il pallone.
All’uscita uno degli altri ragazzi, che nel frattempo avevano smesso di essere avversari, ci chiede se per caso avessimo visto il pallone. Con una pacatezza e una gentilezza che avrebbe convinto anche me se non avessi conosciuto la verità, i miei spiegano che proprio non l’abbiamo visto e che converrebbe chiedere dentro al custode o andare a vedere se magari è rimasto nascosto sotto la panchina in campo.
Tutto qui, una piccola cavolata, ma che mi ha colpito molto.
Rubare.
Mentire.
Quanto vale un pallone da calcetto?
