Vittorio Sgarbi
Ho appena finito di vedere la puntata dell’unica trasmissione che abbia parlato un minimo dei contenuti del V2-Day di Torino. Mi ritrovo in Tv un po’ di gente, tra cui Vittorio Sgarbi.
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Su Vittorio Sgarbi aleggia una antica leggenda, la stessa che riguarda Giuliano Ferrara, ovvero pare-dicono-suppongono-dannoperscontato che siano addirittura intelligenti.
Forse una volta uno come Sgarbi era in grado di far arrabbiare il suo interlocutore distruggendogli sistematicamente nei contenuti tutto ciò che diceva. Ma non certo oggi. Oggi egli si ritrova ad essere una persona con la mente offuscata da idee di parte e assolutamente non difendibili dal punto di vista della logica.
Il suo scontro con Marco Travaglio di stasera ne è stata l’ennesima prova. Non in grado di difendersi dal punto di vista dialettico e tantomeno nei contenuti, il fenomeno di Ferrara (la città, non il giornalista-provincia) ha iniziato ad insultarlo e ad urlare. Domanda Travaglio: «Ma non c’è la neurodeliri?». E l’opinionista de “La pupa e il secchione” giù ad argomentare saggiamente «Faccia di tonto» «Sei un farabutto che fa disinformazione» e altre cose veramente divertenti e soprattutto sagge e ponderate.
Memorabile le scenette in cui Travaglio non riesce a finire la frase «Biagi è stato cacciato dalla Rai» e «anche “Il Giornale” prende i contributi pubblici all’editoria» a causa delle continue interruzioni del (L|V)ittorio che si prodigava in una disperata e passionevole negazione di tutto. Infine Santoro: «Mi dicono dalla regia che “Il Giornale” prende un milione e rotti euro di contributi».
Non credo che Vittorio Sgarbi sia più in grado, in queste condizioni, di prender parte ad alcunché che preveda una discussione. Crede di essere l’unico a sapere cosa dire e cosa pensare, ha un palese complesso di superiorità mal accompagnato dalle capacità.
