La mia musa, il divo e un Sabato sera con gli amici
Sabato sera, verso le 22.30. Sono stanco, non ho molta voglia di uscire a meno che qualcuno non mi inviti con le parole giuste a fare qualcosa di divertente. A volte è così, si è svogliati e tanto basta per “bruciarsi” un Sabato sera.
Fortunatamente una signora tunisina che non conosco decide ad un certo punto di farmi pervenire una sua dichiarazione-invito sullo schermo.
E io leggo.
«Non c’è un film che faccia vedere una cosa positiva italiana» mi dice la bella signora, «è giusto che si facciano film come Gomorra e Il Divo, che sono critici ma fanno vedere la nostra realtà. Però vorrei che i nostri panni sporchi si lavassero in casa» – prosegue ella – “vogliono sempre farci vedere come delinquenti, incapaci, immondizia appena abbiamo qualcosa che non va la stampa estera si diverte, e a me non mi va” – insiste ancora la graziosa signora – «è un film che parla di Andreotti, ma Andreotti chi lo conosce all’estero? Noi così gli diamo altre possibilità di criticarci. Gli diciamo: ‘avanti dateci addosso’. Non mi piace, non mi sta bene, non sono contenta».
Lei esternò in siffatta maniera e io tradussi: «Veramente Gillo, è imperdibile». Allorché mi desto, contatto Beppazzo e Luke e partiamo verso il cinema con le parole dell’adunata di Afef nella mente.
Fare una recensione di questo film è veramente ardua, per diversi motivi. Innanzitutto perché il film era bello, il che rende più difficile una recensione che in caso di film-flop è molto più divertente da scrivere e da pensare. Però io sono l’eletto di Afef e non posso esimermi dal tentare.
Il film parla di una parte precisa della vita di Andreotti, e più precisamente l’arco temporale trattato è un intorno del VII Governo Andreotti. Nel film si cerca di mentenere un tono “leggero” per non rendere il film troppo pesante e mantenerlo vivo anche per un pubblico non informato sulla vita del Senatore.
Si parla della malattia, del bacio con Riina, del processo, alla sfumata Presidenza della Repubblica e il successivo “accomodamento” a Senatore a vita nominato da Cossiga.
Il film non è niente di assolutamente cattivo e impresentabile, come detto è assolutamente “light” e lo si può guardare senza indignarsi.
Infine, voglio dedicare dei versi alla mia musa ispiratrice, Afef, senza la quale mai sarei uscito Sabato sera e che quindi mi ha salvato dall’oblio.
Autentico e amichevole di Gillo
Commessa
una autentica
stabile
ed amichevole
disponibilità
fino alla primavera
del 1980
poi dimenticata.

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Comment by Beppazzo | June 2, 2008