Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Per non dimenticare: Art.: 266 e segg. c.p.p.

Di questi tempi l’argomento del giorno è ormai l’astiosa vicenda delle intercettazioni.

Il Consiglio dei Ministri, nella persona del Presidente Berlusconi, ha annunciato un giro di vite sulle intercettazioni, a loro dire inutili e costose, limitandole ai soli casi di mafia e terrorismo, che fortunatamente vengono ancora salvate dalle liste dei reati che di solito vengono annessi ad ogni indulto o depenalizzazione (per ora).

Il fatto che costino parecchio può fare presa, ma è un aspetto veramente di poco conto (e anche contestabile) se si pensa a tutti quei reati e a quei criminali che mai saranno scoperti. Già che ci siamo aboliamo i Carabinieri e la Polizia e la Magistratura tutta per risparmiare. Io sono dell’idea che la lotta alla delinquenza non abbia prezzo.

L’assicurazione che i reati mafiosi e terroristici saranno comunque combattuti con le intercettazioni, mi fa nascere spontanea una domanda: come si fa a sapere prima se un reato è di mafia se non posso intercettare?

La risposta è semplice, non si può. Non si può conoscere prima la matrice di un reato se non si indaga prima. Al più si conosce che l’indagato è un mafioso già affermato e quindi controllarlo in quanto a rischio mafia. E questo genera un paio di considerazioni:

  • non si possono intercettare persone che non siano già mafiosi affermati (perché siamo garantisti e non possiamo certo insinuare che qualcuno sia mafioso o un terrorista intercettandolo), dando comunque per scontato che tutti i reati commettibili da un mafioso siano a loro volta reati mafiosi (anche se parcheggia in sosta vietata);
  • non si possono scoprire nuovi mafiosi e nuovi terroristi, in quanto non li si possono considerare mafiosi a priori;
  • se si intercetta qualcuno che si è sicuri stia commettendo un reato mafioso o terroristico e poi si scoprono tramite intercettazioni altri reati di altra matrice, bisogna cestinare tutto perché i reati non prevedono l’uso di intercettazioni. Anche se le intercettazioni sono già state fatte e pagate. Alla faccia del risparmio.

Speriamo che tutto questo sia un fasciarsi la testa prima di rompersela, in quanto il disegno di legge deve ancora essere presentato, ma visti i protagonisti, c’é tutt’altro che da rimanere sereni.

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June 11th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 11 comments

11 Comments »

  1. Questo è un commento che ho lasciato qualche giorno fa su di un blog: http://ewansblog.blogs.it/2008/06/08/intercettazioni-un-mezzo-errore-4287993

    secondo me la Magistrature può e deve disporre delle intercettazioni telefoniche.
    Nell’ambito di una indagine e di un processo la Magistratura, intercettazione tel alla mano, può decidere se l’intercettazione stessa è utilizzabile o no per esprimere il giudizio finale. Ciò vuol dire che l’intercettazione che parla di terrorismo, mafia, droga, ecc… serve, mentre quella sul culo della carfagna non serve…..(tanto per fare esempi)

    I giornali, che sono una cosa diversa dalla Magistratura, riescono a pubblicare delle intercettazioni ricevute sotto banco (anche perchè è l’unico modo per averle). Da chi? Chi ci dice che le intercettazioni che finiscono sui giornali arrivano da un magistrato o da un avvocato difensore? l’intercettazione telefonica messa agli atti è a disposizione dell’accusa e della difesa.
    -Se l’intercettazione non è messa agli atti, direi che è quasi scontato che la “fuga di informazioni” (per chiamarla non con il suo nome) è colpa di un magistrato.-
    Per come siamo messi in Italia possiamo pensare che la pubblicazione di una intercettazione viene fatta per creare un pò di agitazione e di mettere sotto i riflettori la Magistratura che sta cercando di fare il suo lavoro.

    La legge che deve essere fatta non è quella di vietare le intercettazioni telefoniche ma bensì una legge che consente di pubblicare le intercettazioni telefoniche inerenti al processo concluso e non in corso. Con processo non voglio dire tutti e 4 i gradi in giudizio (preliminare, primo grado, corte d’appello, corte di Cassazione) ma solo il processo che l’imputato sta affrontando.

    Sinteticamente:
    Processo (con Intercettazioni inerenti)
    Imputato colpevole o innocente non fa differenza.
    Pubblicazione Intercettazioni.

    Se l’imputato è condannato non ha motivo di preoccuparsi delle intercettazioni, ormai l’hanno beccato e si spera anche punito.
    Se l’imputato è innocente non ha motivo di preoccuparsi delle intercettazioni, è innocente.

    Metalluss

    Comment by Metalluss | June 11, 2008

  2. Io sono favorevole alle intercettazioni, purchè siano fatte in maniera corretta. Il loro utilizzo dev’essere fine solo alle indagini e soprattutto il loro contenuto non dovrebbe essere divulgato prima di un’eventuale sentenza verso l’indagato.

    Comment by Beppazzo | June 12, 2008

  3. Dopo la sentenza? Che grado?
    Oppure dopo la presentazione alla difesa? Al termine delle indagini?

    Comment by Gyles | June 12, 2008

  4. Detto terra terra, secondo me vanno divulgate dopo che hanno deciso che cosa fare col poveraccio che hanno intercettato, se effettivamente ha torto.

    Comment by Beppazzo | June 15, 2008

  5. Quindi se il mio vicino di casa è un pedofilo e dalle intercettazioni emerge chiaramente, io devo aspettare i 5 anni (almeno) del processo per saperlo?

    Comment by Gyles | June 15, 2008

  6. Quelli sono altri problemi. Colpa della giustizia italiana che ha tempi esageratamente lunghi.
    Però pensa se non dovesse emergere chiaramente, e se i giornali pompassero subito la notizia…tutti penserebbero subito male di lui e verrebbe emarginato (parlo di perdita del posto di lavoro, la famiglia che non lo guarda di buon occhio, gli amici, le fidanzate, ecc…). E se poi non fosse colpevole? In quei 5 anni intanto ha vissuto l’inferno e nessuno glieli potrà cancellare dalla mente.

    Comment by Beppazzo | June 16, 2008

  7. In realtà quello è un punto a sfavore della legge. Se uno è processato e nelle intercettazioni emerge che è innocente può dire: “Hey, guarda qua, nelle intercettazioni non si dice niente”. Se invece le intercettazioni non sono pubbliche lui lo può anche dire di essere innocente e può essere vero, ma un cittadino comune non lo sa. Sa solo che è sotto processo con accusa di pedofilia (continuando nell’esempio), e allora sì che può avere dei problemi.
    E poi le intercettazioni possono far emergere comportamenti eticamente discutibili, o nel caso dei politici, politicamente discutibili e io lo voglio sapere. Se uno che predica l’unione della famiglia e la proibizione delle droghe viene intercettato mentre va a prostitute fumandosi l’impossibile non è più una questione personale, diventa una questione che io non voglio più votarlo perché non mi rappresenta più.

    Comment by Gyles | June 16, 2008

  8. le intercettazioni, secondo me, devono essere pubblicate dopo la sentenza del processo in corso. qualsiasi grado di giudizio sia.
    lo so che un processo in Italia finisce (se va bene) dopo 5 anni e te per 5 anni non sai che il tuo vicino è un pedofilo però pubblicare le intercettazioni disturba il giudizio dei giudici.

    Comment by Metalluss | June 18, 2008

  9. http://byebyesilvio.blogs.it/2008/06/24/credere-obbedire-e-delinquere-4357775

    Comment by Metalluss | June 24, 2008

  10. Ma i giudici non devono farsi influenzare dalle intercettazioni né dalla reazione della gente.
    IO invece VOGLIO farmi influenzare tantissimo dal conoscere le cose che qualcuno fa in segreto contro di me.
    Voglio farmi influenzare e trovare gli anticorpi.

    Comment by Gyles | July 3, 2008

  11. prova a bere lo yogurt Danone. Aiuta il sistema immunitario

    Comment by metalluss | July 6, 2008

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