Dove finirà?
Molto bene, è passato il lodo Maccanico-Schifani-Alfano e siamo tutti felici, il Presidente del nostro Consiglio dei Ministri finalmente può occuparsi dei problemi degli italiani adesso che la Magistratura finalmente non lo più perseguitare.
Così ci avevano detto, così il premier promise. Ovviamente non ne aveva nessuna intenzione.

Infatti Berlusconi esce allo scoperto e annuncia: «Immunità parlamentare, separazione carriere e un nuovo Csm». E lo dice così, conscio che ormai nessuno lo può fermare, come afferma lui stesso.
Quello che mi domando è se esiste un limite a tutto ciò. Se passasse l’immunità parlamentare, in combo con questa legge elettorale, i partiti diventerebbero dispensatori di indulgenze. Facciamo un piccolo esempio. Io sono una importante e ricca personalità e so che sono indagato e rischio un processo dal quale anche il mio avvocato mi spiega che si rischia parecchio. Cosa faccio? Facile, metto mano al portafogli e pago un partito perché mi metta in un posto sicuro nelle liste delle elezioni per farmi entrare in Parlamento, così divento improcessabile. Altro esempio, più esplicito. Il partito è in crisi finanziaria. Si chiede a qualcuno disposto a farlo di rubare dei soldi (rapina in banca o tramire reati finanziari) e poi lo si infila in lista. Poi si fa fifty-fifty. Il ragionamento mi pare terribilmente semplice: crimine per il partito = posto in Parlamento = immunità. Il tutto condito dal fatto che se hai un bel gruzzolo sei ovviamente avvantaggiato rispetto a che magari i soldini per pagarsi un posto in Parlamento non li ha. Iniquità doppia.
E poi la riforma del csm… credo ci sia un Licio Gelli in giro che se la ride parecchio. Insieme alla separazione delle carriere dei magistrati si punta ad ottenere un effettivo controllo della giustizia da parte dell’esecutivo, leggasi dittatura.
Non ci resta che sperare nela blanda opposizione del Pd, nel solito Di Pietro che litiga con tutti e, come new entry non troppo affidabile, nella Lega Nord, che vuole fare prima il federalismo e poi lasciar fare a Belrusconi i cavolacci suoi.








