Prima di parlare… Pansa!
Scusate l’assenza prolungata (ben 15 giorni!), ma il server che mi ospita gentilmente, ha avuto un problema tecnico (leggi fulmine) e quindi il database è rimasto fuori uso per due-tre giorni. Non imèporta, fortunatamente non si è danneggiato nulla e tutto è stato recuperato nel migliore dei modi. Grazie Netsons!
E passiamo all’argomento che non riuscivo più a rimandare.

Mi riferisco a tre articoli apparsi su l’Espresso nella rubrica “Bestiario” di Giampaolo Pansa. Tre articoli che mi hanno fatto pensare molto, soprattutto perché considero Pansa un buon pensatore.
19 Giugno 2008 – “Intercettato anch’io?”
“Sono intercettato anch’io? Ho sempre pensato di no. Non commetto atti illegali. Pago le tasse fino all’ultimo centesimo di euro. Non ho amici che delinquono. Non ricevo mai chiamate di politici. Dunque non c’è ragione che qualche magistrato disponga l’ascolto delle mie telefonate. Tuttavia, visto la gigantesca ondata intercettativa italiana, mi sono chiesto se non fossi finito nei brogliacci di qualche procura della Repubblica.”
Sicuramente i magistrati si divertono, visto che non hanno nulla da fare, a sentire cosa dice un giornalista ai suoi amici. Oppure lo fanno per tenere sotto osservazione un pensatore che può scrivere qualcosa contro qualcuno. Per conto di chi? Quindi il magistrato che ipoteticamente lo intercetta o lo ha intercettato è prezzolato, pagato da qualcuno che ha a cuore i pensieri e gli scritti di alcuni giornalisti. Allora il criminale è chi paga, chi prende i soldi, e non il sistema. Per approfondimenti rimando ad un ottimo articolo di Bruno Tinti sulle intercettazioni apparso su l’Espresso del 12 Giugno 2008 (sette giorni prima di questo bestiario di Pansa.
24 Luglio 2008 – “La sfortuna del perdente”
Parlando di Veltroni:
“A cominciare [dalla scelta] di Antonio Di Pietro come unico alleato nel voto del 2008. Un alleato che si è già mutato in un pericoloso, come dimostra l’attivismo spregiudicato dell’Italia dei Valori, tutto rivolto contro il Pidì. Se non si sottrae a questa morsa, Veltroni non ha futuro. Ma non ha futuro neppure il suo partito, destinato ad andare al rimorchio di due soggetti che non hanno a cuore l’interesse del paese: i magistrati che fanno politica e Di Pietro che li sostiene.“
Ci tengo a precisare che l’articolo presenta molte parti del tutto condivisibili e molto aspre contro il Pidì e Veltroni. Però questo passaggio mi lascia un po’ interdetto. Non perché dica delle cose che io non penso, ma proprio perché non le dice, le accenna, le dà per scontate. Avrebbe dovuto sviluppare meglio il concetto per far capire anche a me, che la penso in modo opposto, le sue ragioni. Chi sono i magistrati che fanno politica? Se un magistrato ha una sua propria opinione su una legge che riguarda la giustizia, è fare politica? Perché Di Pietro non ha a cuore l’interesse del paese?
31 Luglio 2008 – “Brancaleone bipartisan”
“C’è però un guaio per chi ha votato il centro-destra e anche per chi vorrebbe vivere in un paese ben governato da chiunque abbia vinto le elezioni. E il guaio è che l’effetto Brancaleone finisce per inttaccare un po’ tutta la coalizione guidata da Silvio Berlusconi. Avremmo bisogno di un blocco coeso, con le idee chiare sul da farsi, capace di decisioni e fatti conseguenti.”
In Democrazia è normale che ci sia più di un pensiero. Magari ci sono diverse idee, ma poi in Parlamento si arriva a votare l’idea che piace di più (in teoria almeno). Altrimenti si chiama monarchia o dittatura. Più è debole la Democrazia, più si riesce ad avere un esecutivo forte. Ma allora facciamo un partito unico come in Cina e aboliamo il Parlamento.
“Anche il Cavaliere mi sembra traballante. Gli sciocchi del centro-sinistra, che sono tanti, hanno ripreso a strillare al Caimano. Magari fosse così! Non avremmo un premier sempre nervoso, impaurito dalla proprie vicende giudiziarie, incline anche lui a sbroccare. Se a Palazzo Chigi sedesse un vero Caimano, la riforma della giustizia (per fare un esempio solo) sarebbe già stata avviata con le armi dell’astuzia”.
Io invece di esempi ne faccio due: il ricatto della norma blocca processi e lodo Alfano. E Berlusconi non usa le armi dell’astuzia, non l’ha mai fatto, usa le armi del potere e del denaro.
“Primo fra tutti, Tonino Di Pietro, un brancaleonide d’acciaio che sta diventando il vero padrone dell’opposizione di centro-sinistra. [...] Con Di Pietro nella parte del cavaliere di Norcia, ma assai più spietato nella strategia e nel lessico. La strategia di Tonino è quella del cuculo: insinuarsi nel nido di Veltroni, sperando di scacciarne il legittimo inquilino.”
Anche qui, in Democrazia funziona così. Non è scritto da nessuna parte che il PD debba essere un partito di maggioranza. Lo è se e solo se raccoglie il voto della maggioranza degli elettori del centro-sinistra. Se non li raccoglie e li raccoglie qualcun altro, allora quel qualcuno è un partito di maggioranza.
“Sproloquia della P2 che ritorna.”
No comment.
“Come andrà a finire? Non lo so. Ma il Brancaleone bipartisan renderà deboli entrambe le coalizioni. Con un esito indecifrabile. Qualche tempo fa avevo immaginato la nascita di un Governo di salvezza nazionale, l’unico rimedio per un paese malato come il nostro. Però oggi non sono più certo di niente.”
La salvezza nazionale siamo noi cittadini che dobbiamo smetterla di votare Berlusconi o chiunque non abbia a cuore, stavolta la frase ha senso, gli interessi del Paese.


Molti hanno un prezzo.
Comment by Denis | August 13, 2008
TUTTI hanno un prezzo…
Comment by Francesco | August 17, 2008