Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Sempre troppo tardi

Che dire, ci hanno provato. Con la solita arroganza e convinzione che tutti hanno un prezzo e tutti sono pronti a mettersi a novanta. E stavolta è andata male. Il fallimento del tentativo non avrà mai la cassa di risonanza che ha avuto la bieca manovra, ma tanto mi basta per capire che certi valori non sono del tutto morti.

Primo passaggio. Panorama esce in edicola con questa copertina.

«Esclusivo. La ricerca di un socio importante per il nipote. I finanziamenti pubblici per il consuocero. La richiesta di fondi per il nascente Partito democratico fatta anche a un ex inquisito di Mani pulite, che in cambio… Ecco le conversazioni di Romano Prodi e di alcuni uomini del suo staff a Palazzo Chigi. Che ora sono al vaglio della procura di Roma».

Adesso cerchiamo di fare una cosa che i politici e le tv a rimorchio fanno di rado, se mai: contestualizziamo. Da tempo Berlusconi cerca i più ampi consensi con le scuse più bislacche per proporre la tremenda catastrofica legge per limitare le intercettazioni solo per le inchieste con ipotesi di reato superiori a 10 anni, la legge che mai avrebbe permesso di scoprire la clinica degli orrori, checché ne pensi Gasparri. Quest’ultimo infatti sostiene che si possano sostituire le intercettazioni con pedinamenti, lenti d’ingrandimento e intuizioni geniali. Patetico. Allora facciamo così, colpiamo Prodi che ha procedimenti in corso e sputtaniamolo con le intercettazioni per far vedere che sono un problema bipartisan. Allora usiamo un house organ, Panorama, gruppo Mondadori (Berlusconi). E chi è il direttore? Maurizio Belpietro, già direttore de “Il Giornale” sempre del Cavalier Silvio. Dalle righe di quel giornale Belpietro già provò a dar fastidio a Prodi con la medesima inchiesta, a volte ritornano.
Insomma, volevano dimostrare che le intercettazioni sono tutte uguali e quindi sono uguali anche i reati commessi e chi li ha commessi. Un po’ come le vittime della resistenza, visto che i morti sono tutti uguali, allora anche le azioni e le ideologie sono uguali.
Ma Prodi non è Mastella, e la risposta arriva chiara dal suo sito ufficiale:

«I fatti a me attributi sono inconsistenti. Si renda pubblico tutto e non si cerchi di sfruttare questo caso politico per vietare alla magistratura le intercettazioni.
Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama, non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse la tentazione di dare vita nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile per portare alla luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho poi alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche».

Poco importa se di tutta la dichiarazione di Prodi, il TgCom (Mediaset) riporti solo le parole “fatti inconsistenti” sotto il titolo “Scoop Panorama, Prodi intercettato”.

Parole da Premier, l’unico degno di questo nome, per ora, della seconda Repubblica. Come al solito, troppo tardi.

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August 30th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 8 comments