Disinformazione di regime
Trascrizione del mio intervento alla serata dedicata al dibattito sulla disinformazione in Italia di Giovedi’ 4 Giugno 2009.
Volevo innanzitutto ringraziare gli organizzatori per l’invito a questa serata. Ho accettato ben volentieri, non capita spesso di poter parlare di queste cose in piena campagna elettorale.
Si parla di disonformazione. Ma la disinformazione non è solo incapacità dei giornalisti di dare notizie corrette. Spesso, e in Italia soprattutto, la disinformazione è organizzata.
Vi voglio presentare un personaggio che è diventato il nuovo direttore del Tg1, il primo telegiornale italiano per ascolti. Ebbene, innanzitutto per costui verso la metà degli anni novanta, fu coniato un neologismo: minzolinismo. Il minzolinismo è una «forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte». Il giorno dopo la creazione del Pdl, egli è riuscito a partorire un editoriale su La Stampa dove ripeteva per circa una dozzina di volte la parola ‘Libertà’. Un altro esempio tratto da un suo articolo: «Indossa un maglione blu e ha il piglio deciso del direttore dei lavori, del comandante dei pompieri, del capo militare, ma anche la comprensione del prete. Silvio Berlusconi nelle emergenze si esalta. La sua attitudine è la politica del fare».
Ecco, questo è il nuovo direttore del Tg1, quando lo ascolterete, non fidatevi.
Ma anche i nostri quotidiani sono parecchio simpatici. Prendiamo una notizia, un fatto, le motivazioni della condanna Mills: Mills “ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse, o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute sino a quella data, dall’altro ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico“. Ecco, questa è un fatto, non è possibile affermare che non sia accaduto. Ecco l’evoluzione dei titoli de “Il Giornale” sulla notizia:
- I Magistrati all’attacco di Berlusconi: “L’avvocato Mills fu corrotto da lui”;
- Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Il legale Mills fu corrotto dal premier”. (qui appare il termine toghe, che fa perfido);
- Milano, toghe all’attacco di Berlusconi: “Mills menti per garantirgli l’impunità” (sparisce la parola corruzione);
- Caso Mills, le toghe contro il premier: “Riferiro in parlamento” (qui sparisce proprio un pezzo di notizia);
- Caso Mills, magistrati contro il premier. Berlusconi: “Una sentenza scandalosa”.
Ecco, questo è un esempio di informazione in Italia. Io capisco che i giornalisti de “Il Giornale” si arrabbino quando si fa loro notare che non sembrano poi cosi’ indipendenti, pero’ bisognerebbe anche cercare di mantenere un minimo di dignità.
Passiamo ora al G8 University Summit di Torino, leggero’ la rassegna stampa e poi la lascero’ commentare ai ragazzi di Studenti Indipendenti.
Ringrazio Simona, Stefano e Lupo che sono venuti a vedermi!
P.S. scusate gli accenti-apostrofo, tuttavia oggi ho la tastiera francese.

Chiedo umilmente scusa per l’assenza, giustificata solo dalla presenza di cibo e alcol nell’altro evento al quale ho preso parte.
Comment by Beppazzo | June 11, 2009
Il Giornale e’ la fonte di informazioni piu’ autorevole che si possa avere. Basta negarlo e hai la verita’.
Comment by Andrea Ratto | June 16, 2009
[...] post precedente ho scritto il mio punto di vista su Minzolini cinque giorni prima che si insediasse come direttore [...]
Pingback by Il Blog del Gillo | June 24, 2009
Ormai io non leggo più i giornali, ogni tanto guardo un tg e spesso rido per le stronzate che dicono e per il lecchinaggio che c’è! menomale che abbiamo internet (per ora!)
Comment by Giulialamezia | August 8, 2009