Che fine fanno i migliori
Venerdì sera mi sono ritrovato a partecipare ad un dibattito sul nucleare organizzato dall’Associazione Cittadini in Movimento. Ovviamente solo soletto, nessun amico che mi accompagna a certe cose noiose, come abitudine e prassi.
Volevo scrivere qualcosa sulla serata, spiegare come in quel dibattito le argomentazioni di Vittorio Agnoletto (ex-parlamentare europeo) abbiano distrutto radicalmente qualsiasi argomentazione contrapposta. Di come un politico serio possa ancora essere una persona che fa la differenza.
E invece no. Mi sono fermato a pensare a che fine fa un politico quando fa bene il suo lavoro. Finisce fuori. L’Italia ha mandato in Europa gente come Mastella e avrebbe potuto inondare in parlamento europeo di veline. E gente come Agnoletto sta a casa.
Come è nata la serata. Un giorno il Presidente dell’associazione mi informa che avrebbe organizzato una serata sul nucleare, argomento caldo del momento. Giusto quella mattina mi sono goduto un’oretta di Agnoletto che prendeva a pesci in faccia l’On. Stracquadagno (PdL) sullo stesso argomento. «Non puoi parlare di nucleare senza Agnoletto» gli dissi. Nel giro di due giorni era già tutto organizzato per portare l’ex onorevole a Collegno.
La serata è stata comunque istruttiva. Pubblico e relatori molto spostati verso le energie rinnovabili, la controparte era veramente misera di argomentazioni, preparazione e capacità comunicativa (credo che il relatore fosse Nicola Cassano).
Bello l’intervento di Antonio Vrenna, tecnico, che ha ricordato che le nuove centrali termodinamiche spagnole del nostro premio Nobel Carlo Rubbia sono quasi paragonabili a quelle nucleari. Poi se ne è andato in BMW.
Interessante anche l’intervento di Barbara Martina, assessore “alla città sostenibile” di Collegno. Piccole cose che possono fare la differenza di mentalità nei giovani.
E poi Agnoletto. Tra le tante cose dette, da sottolineare il parallelismo proposto tra i paradigmi di potere nucleare-potere centralizzato contro solare-potere distribuito. Solo ascoltare questo concetto valeva la pena di spostarsi per andare a sentire.

