Uff, senza blog stavo morendo, mille cose da scrivere e nessun modo di farlo.
È un po’ come togliere la penna allo scrittore in piena vena creativa.
Bene, adesso che sono di nuovo operativo ricomincerò con il proporvi i soliti elementi decisivi di conoscenza che tanto vi saranno mancati.
Scusate per eventuali broken link e altre cosucce non funzionanti o mancanti.
Grazie per i fantastici commenti lasciati sul defunto blog
January 3rd, 2009
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Gyles |
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A causa delle difficoltà di discernimento ostentate da qualcuno, devo premettere che questa è una lettera satirica. Tutto quello che leggerete di seguito è solo frutto di fantasia… o forse no!
Cara bambina, caro bambino,
il mio nome è Maria Stella Gelmini. Sono il vostro Ministro della Pubblica Istruzione-Selezione e ho deciso di scrivervi una lettera appassionata.
Il governo che i vostri genitori e i loro amici hanno amorevolmente e democraticamente scelto anche per voi, si sta impegnando seriamente per regalarvi una scuola migliore di quella che avete conosciuto fino a ora. Vorrei elencarvi i punti principali della nostra riforma cosicchè non corriate il rischio di farvi trascinare in piazza da quei comunistacci e fannulloni dei vostri genitori ed insegnanti che sono in evidente malafede e assolutamente disinformati.
* Abbiamo deciso di cominciare dall’obbligatorietà del grembiulino, un capo d’abbigliamento che vi renda tutti un pò più uguali, almeno esteticamente. Sono stati contattati Dolce&Gabbana, Calvin Klein, Armani e Versace, li abbiamo incaricati di disegnare la nuova divisa della scuola pubblica e hanno tutti risposto con grande entusiasmo. Quando ci consegneranno i modelli, potrete scegliere il vostro preferito tramite un sondaggio su Internet o anche con il televoto, basterà un sms dal costo di 12€ (iva esclusa).
* Tornerete al maestro unico. Non più tre insegnanti per classe, pronti a giudicare tutto quello che facciate. Se sarete fortunati, avrete anche un maestro unico impreparato che non ha nulla da insegnarvi. Non correrete il rischio di dover imparare qualcosa di utile. Leggere, fare operazioni aritmetiche, conoscere gli antichi egizi o l’impero romano… sai che palle!
* Aboliremo il tempo pieno. Abbiamo riflettuto molto su questo e siamo arrivati alla conclusione che una giornata trascorsa tra le mura di una classe noiosa, apprendendo cose noiose e intellettualmente stimolanti, non sia una vera giornata. Con l’abolizione del tempo pieno avrete più tempo da trascorrere con i vostri passatempi preferiti quali Televisione e, soprattutto, PlayStation! Se dovesse avanzarvi del tempo e/o i vostri genitori non siano di quelli che son sempre contenti di delegare ad altri il vostro tempo libero, dovrete sopportare la rogna di far qualcosa con loro.
* Un altro regalo che facciamo, a voi e alle nostre scuole del futuro, sarà l’assenza di immigrati. Avete capito bene! Niente rumeni, negracci o asiatici che abbassino il livello di gradibilità della scuola e del quartiere sul quale questa insiste. Inoltre non potrebbero neppure permettersi un grembiulino griffato. Una scuola ariana è proprio quello che ci serve per farvi crescere bene, sani e anche un pò xenofobi. Per quei poveri disgraziati creeremo delle classi apposite all’interno delle quali potranno integrarsi tra loro. Stiamo discutendo sulla possibilità di mettere dei vetri al posto dei muri di queste classi cosicché possiate osservarli mentre tentano inutilmente di apprendere la nostra lingua. La voce narrante di Maria De Filippi vi racconterà dei loro vani tentativi di integrazione.
* Altra proposta in discussione sulla quale decideremo in seguito è quella di mandare, nelle predette “classi – ponte”, gli italiani handicappati e i ritardati. Per i presunti froci, alla vostra età è ancora presto per dichiararli tali con certezza pertanto, sarete voi a decidere chi mandare nella classe dei reclusi. Anche per questo vogliamo essere democratici, potrete quindi decidere con il televoto da casa o anche picchiandoli liberamente davanti a un insegnante. La promozione alla classe successiva sarà automatica per chi filmerà la scena con il telefonino per poi metterlo in rete su Youtube.
Abbiamo in mente tante idee belle e costruttive. Abbiamo in mente una scuola nuova, efficiente e moderna. Una scuola veramente meritocratica dove meriti una raccomandazione solo se sei appartenente alla razza italica da almeno quattro generazioni. Abbiamo in mente degli insegnanti moderni, finalmente uniformati al pensiero unico della dittatura mediatica della Televisione. Abbiamo in mente una scuola che ci vuol coraggio a chiamarla scuola. Sarà per voi un piccolissimo fastidio ma ci siamo ripromessi di togliervi anche questo. Ricordatevi che la verità è una sola e non fidatevi di mamma e papà che vi portano in piazza per difendere quello che, a oggi, è l’ultimo strumento di tortura legalizzato. Fidatevi di chi vi parla sinceramente, con il cuore in mano, senza secondi fini.
Amorevolmente vostra,
Maria Stella Gelmini
Ministro della Pubblica Distruzione
ciao a tutti
Alby
November 11th, 2008
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Questa è la notizia: i cani oltre i 6 chili (praticamente tutti tranne Pincher o Chihuahua) non potranno più salire in treno. Sul sito delle FS trovate l’annuncio qui. http://www.fsnews.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=ad83aa370a78c110VgnVCM1000003f16f90aRCRD
Che l’Italia non fosse uno dei paesi più “avanti” al mondo già se ne aveva il sentore. Dal 1° ottobre avremo però un altro motivo per sentire la puzza di naftalina del passato. Come 40 anni fa su tutti i treni italiani i cani saranno persona non grata, anzi canes non grati (spero che il declinatore automatico trovato su internet non mi faccia figuracce).
Che le FS fossero in preda alla nostalgia dei tempi andati già lo si sapeva. Carrozze vecchie (forse loro le chiamano vintage) e lente, i treni di oggi sono, infatti, più lenti di quelli di 40 anni fà. Che sia una strategia per stare al passo con i tempi… quei gloriosi anni `60 dei Beatles, dei vari Hendrix, Joplin, Who, dei pantaloni a zampa e dell’LSD?
La domanda è: i cani sui treni sono peggio del semiasse di un ETR che si spezza a 220km/h (per un buon ripasso linko il reportage di Fabrizio Gatti “Caos ad alta velocità”), sono peggio delle porte malfunzionanti che “ghigliottinano” i viaggiatori, della scarsa manutenzione e pulizia dei treni? Certo che no. Ma un divieto è gratis, la manutenzione invece costa.
Va detto che è altresì totalmente gratuito inoltrare un accorato reclamo alle FS, lo si fa dal sito.
Ciao
Alby
September 25th, 2008
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Un mio amico tedesco mi ha scritto dopo molto tempo visto che si è trasferito qui, ci tengo, quindi pubblico qui la sua lettera.
Caro Gillo,
un Lunedì mattina come tanti qui a Roma. Mi sveglio come al solito alle sei. Mi preparo il caffé e ascolto alla tv le notizie del week-end. Sabato sera sono morti quattro Pr minorenni in discoteca dopo aver assunto droghe. Penso: «Sarà colpa anche dei rom?» Ah no! Dice lo speaker: «Pr o disadattati?». Leggo un po’ il giornale. Lo spettacolo, la borsa e infine mi soffermo sulle valute. È entrato in vigore l’Euro da parecchio ormai e ridacchio: «Già ‘n franco valeva poco, mo’ son finiti». Abito a Roma da poco ma ormai già parlo un perfetto romano. Faccio anche la paginetta dei cruciverba. Mi piacciono quelle facilissime, mi distendono, quelle che basta riempire di “P” e trovi il personaggio misterioso.
Come sai, sono nato a Bon, ho studiato in italia e adesso mi sono trasferito qui e faccio il riparatore di televisori a domicilio. Ammetto che di lavoro ne ho parecchio, fortunatamente tutti hanno in casa un televisore che rimane acceso circa sei ore al giorno e spesso si rompe. Oggi ho diciassette interventi. Troppi? No, corri a soccorrere prima gli amici e sei a posto.
Esco di casa e parto. La mia macchina è vecchia e ha un fastidioso rumore che suona tipo “gna”, ma sono abituato.
Arrivo dalla signora Claudia, una vecchia amica di famiglia. Lei è di Firenze, una toscana doc. L’ho conosciuta lì durante l’università. Mi saluta e mi indica il salotto dove c’è l’apparecchio rotto. Mi dice con il tipico accento toscano: «V’è ‘l Trony che non va ‘l terzo». Le rispondo che probabilmente è il telecomando. Lei mi dice che ha già provato tirandogli due pugni. Provo anche io, poi le rispondo cercando di assumere il suo accento: «Eh già, niente. Ma le man non servono».
Dopo un anno di lavoro duro e tagli alle spese quotidiane vado al mar con fatica tra vagli o scelte obbligate. Inoltre un giorno, dopo aver prenotato una stanza andrò a Bon di primo mattino per godermi l’alba vicino alla tomba di mio padre. A proposito, l’altro giorno è deceduto uno dei colleghi professore di mia moglie. Si è suicidato per i troppi debiti con le banche. Al funerale tizi hanno detto ridendo: «La mora ti fa male!». Strano senso dell’umorismo, io non lo capisco.
Finalmente una vacanza al mar con lei e il lavoro lì lo lascio.
Parto e la car fa “gnaaaaaa”.
Dominik Demuth
September 7th, 2008
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L’unico processo che piace a Berlusconi è la prugna.
September 7th, 2008
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Questo è un tentativo di disimpegnare un po’ il blog. Farò il tentativo attraverso alcune storielle.
Una volta, a Pasqua, un gallo vide delle uova dipinte. Allora andò dal pavone e lo ammazzò. (Giobbe Covatta)
Uhm… buono, proseguo.
A Roma, un tizio parcheggia la sua auto in Piazza Montecitorio. Un poliziotto gli corre incontro urlando: «Ma siete pazzo? Qui è dove c’è il Parlamento!».
E l’automobilista: «Nessun problema, ho un ottimo antifurto».
Caspita, sto ricascando nel problema, ma posso rimediare.
Come mai l’uomo che ha tirato il cavalletto a Berlusconi anni or sono, ha sbagliato mira?
Perché era pieno di gente che lo strattonava e diceva: «Dai a me, lo tiro io».
Sto fallendo.
Un vecchio sta camminando per strada, quando assiste al pestaggio di un extracomunitario da parte di un plotone di carabinieri e sbotta: «Non ci riprenderemo mai, siamo diventati razzisti per colpa delle leggi di quel maledetto pelato razzista con manie di grandezza!». Emilio Fede, che combinazione passava da quelle parti, lo carica in macchina e lo porta direttamente ad Arcore, davanti al Cavalier Berlusconi.
Il Presidente guarda costernato i due e chiede lumi al suo fedele direttore.
Allora Emilio Fede prende con forza il braccio del vecchietto e gli intima: «Forza, dillo adesso chi è il pelato razzista con manie di grandezza!».
E il vecchietto: «Ma… ma… io parlavo di Mussolini…».
Berlusconi sorride, lascia andare via il povero vecchietto e poi chiede: «E tu, Emilio, a chi pensavi?».
Ho fallito.
P.S. ho tratto ispirazione da “Lavoratori di tutto il mondo, ridete” di Moni Ovadia.
August 10th, 2008
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Gyles |
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> LA CICALA E LA FORMICA
>
> VERSIONE ORIGINALE
>
> Nel bosco vivono una cicala e una formica.
> La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona
> le provviste per l’inverno.
> La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
> danza, canta e gioca tutta l’estate.
> Poi giunge l’inverno e la formica riposa al caldo ristorandosi con le
> provviste accumulate mentre la cicala trema dal freddo, rimane senza cibo e
> muore.
>
> VERSIONE AGGIORNATA AL 2007
>
> Nel bosco vivono una cicala e una formica.
> La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e accantona
> le provviste per l’inverno.
> La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; ride,
> danza, canta e gioca tutta l’estate.Poi giunge l’inverno e la formica riposa
> al caldo ristorandosi con le provviste accumulate.La cicala tremante dal
> freddo organizza una conferenza stampa e pone la questione del perché la
> formica ha il diritto d’essere al caldo e ben nutrita mentre altri meno
> fortunati come lei muoiono di freddo e fame.
>
> Santoro la ospita nel suo programma e dà la colpa a Berlusconi.
> Il portavoce di Rifondazione Comunista parla di una grave ingiustizia
> sociale.
> Rai 3 organizza delle trasmissioni in diretta che mostrano la cicala
> tremante dal freddo nonché degli spezzoni della formica al caldo nella sua
> confortevole casa con la tavola piena di ogni ben di dio.
> I telespettatori sono colpiti dal fatto che,in un paese così ricco, si lasci
> soffrire la povera cicala mentre altri come la formica vivono
> nell’abbondanza.
> I sindacati manifestano davanti alla casa della formica in solidarietà della
> cicala mentre i giornalisti di sinistra organizzano delle interviste e si
> domandano perché la formica è divenuta così ricca sulle spalle della cicala
> ed interpellano il governo perché aumenti le tasse della formica affinché
> anch’essa paghi la sua giusta parte.
>
> Alla pacifica manifestazione partecipano anche i centri sociali che bruciano
> alcuni alberi del bosco e le bandiere di Israele e degli Stati Uniti.
> In linea con i sondaggi il governo Prodi redige una legge per l’eguaglianza
> economica ed un decreto legge anti-discriminazioni (retroattivo all’estate
> precedente).
>
> Visco e D’Alema affermano che giustizia è fatta, mentre Mastella chiede una
> legge speciale per le cicale del sud.
>
> Le tasse sono aumentate e la formica riceve una multa per non aver occupato
> la cicala come apprendista, la casa della formica è sequestrata dal fisco
> perché non ha i soldi per pagare le tasse e le multe: la formica lascia il
> paese e si trasferisce in Liechtestein.
> La televisione prepara un reportage sulla cicala che, ora ben in carne, sta
> terminando le provviste lasciate dalla formica nonostante la primavera sia
> ancora lontana.
> L’ex casa della formica, divenuto alloggio sociale per la cicala, comincia a
> deteriorasi nel disinteresse della cicala, del governo e dei sindacati.
>
> Sono avviate delle rimostranze nei confronti del governo per la mancanza di
> assistenza sociale, viene creata una commissione apposita con un costo di 10
> milioni di euro. La commissione tarda ad insediarsi per la lite furibonda
> sviluppatasi all’interno della sinistra per la divisione delle poltrone.
>
> Intanto la cicala muore di overdose mentre la stampa evidenzia ancora di più
> quanto sia urgente occuparsi delle ineguaglianze sociali.
> La casa è ora occupata da ragni immigrati.
> Il governo si felicita delle diversità multiculturali e multirazziali del
> paese così aperto e socialmente evoluto.
> I ragni organizzano un traffico d’eroina, una gang di furti in villa, un
> traffico di mantidi prostitute e terrorizzano la comunità.
> I partiti della sinistra propongono quindi più integrazione perché la
> repressione genera violenza, e violenza chiama violenza…
> Solo una favola ?!?!?!?!
ciao a tutti
Alby
March 3rd, 2008
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alby |
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Ecco il post intotolato Addio? direttamente dal sito fuck-blog citato nel titolo.
Alla fine è successo. Mastella vuole farci chiudere e a tale scopo si é rivolto alla Polizia Postale (leggete qui). Sinceramente non sappiamo se il Ceppalonico avrá successo, in ogni caso se la censura del nostro blog andasse in porto il tutto costituirebbe veramente un precedente grave e scandaloso per la democrazia di questo paese. Abbiamo giá dichiarato piú volte che il titolo di questo blog è puramente simbolico. Mastella ci accusa di essere neonazisti e di incitare alla violenza. Vi consigliamo di navigare all´interno del blog e verificare la consistenza nulla di queste accuse. Siamo veramente curiosi di sapere quali leggi della Repubblica Italiana avremmo violato.
Consigliamo al nostro dipendente signor ministro (tutto in minuscolo) di dare un´occhiata ai vari siti anti-Blair ed anti-Bush che esistono in rete: al confronto di quelli il nostro é una vera apologia di Mastella.
Bene, in attesa di ulteriori sviluppi, chiediamo a tutti i naviganti che apprezzano il nostro sito di darci un sostegno di tipo morale. Diffondete la notizia. Create dei banner contro il nostro oscuramento. Fate informazione. Scrivete alle autoritá competenti. Dateci consigli. Ora abbiamo bisogno di voi piú che mai. Help!
October 5th, 2007
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Gyles |
Attualità, Blog |
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Ho provato a rispondere al post “Grillo e il Qualunquismo appoggiato” dal blog del Ministro Mastella, ma il mio post non è ancora stato approvato dal moderatore. Avevo solo fatto notare che la frase “Ricordo solo che in Parlamento ci si arriva in base ai voti che si ricevono.” mi sembrava particolarmente infelice, visto che l’Udeur ha preso l’1,399% dei voti e che quindi si potrebbe anche discutere sul fatto che Mastella, forse forse, non lo si voleva come Ministro (man che meno alla Giustizia).
Di seguito risponderò al post “Libero” volo (parte prima)” dove il Ministro riporta l’articolo di Libero introdotto da un preambolo interessante. È proprio in questo testo iniziale che si è focalizzata la mia attenzione mentre leggevo sul blog.
Risposta:
Credo che ricevere insulti attraverso il blog non sia mai producente. Tanto meno scriverli si addice ad un popolo, quello del web, che è in grado di fare molto meglio e di dimostrarsi maturo nei momenti importanti. Ma passiamo alla ciccia del discorso. Lei sostiene che la notizia era una “notizia sbagliata e data in un modo quanto meno singolare. Un aereo di Stato utilizzato per motivi personali“. Ebbene, può essere che l’inviato de l’Espresso abbia preso un granchio, a volte capita. Tuttavia rimangono dei dubbi insolti in questa questione. Lei è stato “Invitato ad essere presente alla premiazione nel gran premio di formula 1″, a che titolo? Non poteva andarci il Ministro Melandri? Il fatto che lei abbia “chiesto un passaggio” e non abbia fatto autostop è lodevole, ma poi ha “portato” suo “figlio” con sè. Il figlio è suo, non è certo un figlio della collettività, almeno a me nessuno ha informato che ho adottato a distanza il figlio di un Ministro. Il figlio è suo, quindi l’uso dell’aereo pare proprio essere un uso per “motivi personali”. Inoltre lei ammette: “Ma non capisco qual’è il problema. C’era posto”. Ma se c’era posto, non potevo venire anche io? O magari un appassionato di F1? Sarebbe stato più titolato che il Ministro della Giustizia. Quando lei dice: “Parlate di problemi di opportunità politica? Di atteggiamento offensivo rispetto a chi fa una vita diversa e molto più dura? Lo capisco”, lei dimostra che, a differenza di quanto affermato prima, il problema lo ha capito perfettamente. Mi preme ricordarle che anche se sostiene che “La questione a mio avviso è che c’è un tentativo politico di massacrarmi in base a un progetto preciso per far cadere il Governo”, se lei si dimettesse da Ministro, non credo che automaticamente crollerebbe il Governo. Magari crollerebbe con un aiutino. Inoltre lei tenta di giustificarsi adducendo i suoi meriti da Ministro quali “la riforma del sistema giudiziario”, che ha fatto sorgere non pochi dubbi sulla canoni costituzionali di indipendenza della magistratura, e per quanto riguarda il “51 bis, riguardo i mafiosi” e i “paletti precisi e ferrei” la legge ideale era quella approvata dopo la morte di Falcone e Borsellino. Detto questo, abbiamo stabilito che lei è convinto dei suoi mezzi come Ministro della Giustiza. Io non sono in grado di apprezzarlo, ma cosa c’entra con l’aereo? L’aereo “avrebbe fatto comunque quel percorso”, è vero, ma perché c’era a bordo lei? Non poteva andarci Guido Meda? Comunque non è successo nulla di male, soprattutto visto che “i presidenti di Camera e Senato mi hanno difeso. Così come il presidente del consiglio”. Le consiglio però di trovare consensi anche tra la gente comune, e non solo tra i suoi colleghi, altrimenti si rischia di pensare che vi diate ragione tra di voi e che siate diventati una casta.
Gillo
Speriamo che questa mia risposta, che è un po’ polemica ma che spero racchiuda bene quello che penso, arrivi al Ministro sana e salva.
September 16th, 2007
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Gyles |
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