Il Blog del Gillo

Parola in libertà

Di ritorno da Piazza Navona

Eccomi qua, posto un po’ in ritardo perché come al solito i giornali e i politici si accorgono due giorni dopo delle cose che succedono in modo spontaneo in Italia e che non sono state progettate dai partiti.

Vediamo se riesco a ricordarmi tutti gli interventi e anche l’ordine.

Paolo Flores d’Arcais
Andrea Camilleri
Pancho Pardi
Antonio Di Pietro
Beppe Grillo: parte1 - parte2
Marco Travaglio
Sabina Guzzanti: parte1 - parte2
Laura Belli
Ascanio Celestini
Lidia Ravera
Moni Ovadia
Rita Borsellino
Furio Colombo

Sono sicuro che manchi qualcuno. Segnalatemi i link agli interventi se li trovate e segnalatemi le lacune tra gli inteventi.

Il giorno dopo iniziano le polemiche. Onestamente ce le aspettavamo un po’ tutti, quindi non me ne preoccupo più di tanto. Tra i vari articoli polemici uno tra gli altri mi ha colpito e ferito.

Donne del Pd contro la Guzzanti: “Misogina”
ROMA - Tra Sabina Guzzanti e Mara Carfagna, le donne del Pd buttano giù dalla torre la prima e salvano la seconda: i toni “maschilisti” usati ieri dall’attrice in piazza Navona hanno infatti suscitato la solidarietà femminile, al di là delle contrapposizioni politiche. Con l’eccezione di Rosy Bindi, che spezza una lancia in favore della Guzzanti. “Quello della Guzzanti è un attacco misogino”, dice Anna Paola Concia, che in passato ha criticato il ministro Carfagna, per esempio quando negò il patrocinio al Gay Pride. “Non è un modo per contrastare politicamente un ministro - dice la deputata del Pd - che io invece ho contrastato e contrasterò, anche duramente, sul piano esclusivamente politico”. L’ulivista Marina Magistrelli, che è andata alla manifestazione e che l’ha lasciata al momento dell’intervento della Guzzanti, esprime “solidarietà al ministro Carfagna”. “Di qualsiasi colpa si fosse macchiata la ministra, e si deve pure dimostrare, una piazzata del genere non si fa neanche al peggior nemico. Sono stupefatta: se fosse stato un uomo l’oggetto delle critiche, non si sarebbe fatto ricorso ad argomentazioni personali o sessuali”. La teodem Paola Binetti non ha dubbi: “Carfagna batte Guzzanti per 10 a 0″. “Se anche Carfagna - spiega - fosse diventata ministro per la sua bellezza, come sostiene Guzzanti, la sua discrezione, il suo riserbo e l’eleganza dimostrata in questi giorni, le hanno fatto guadagnare i galloni sul campo. La Guzzanti, al contrario, con i suoi insulti e volgarità, non si é nemmeno resa conto che ha messo in imbarazzo le numerose famiglie presenti nella piazza. Si lamenta che non va in tv da anni? Che ne restasse fuori per altri dieci”. Sesa Amici, capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali è “dispiaciuta” per Mara Carfagna, che ha conosciuto nella scorsa legislatura proprio sui banchi della commissione: “Al di là dell’aspetto maschilista delle parole di Guzzanti - dice la deputata del Pd - il suo intervento è stato denigratorio della persona. Conosce la Carfagna? Come fa a dare quei giudizi, indotti esternamente da pettegolezzi, se non la conosce? Non è satira, è mancanza di rispetto per la persona, senza il quale non ci può essere critica ma, appunto, denigrazione”. Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, la pensa diversamente: “Non si può parlare di attacco misogino. Non è bello che una donna attacchi un’altra donna. Ma, se è per questo, è molto meno bello che si concepisca la politica e il potere nel modo in cui ha fatto Carfagna. Guzzanti ha criticato questo aspetto e quindi la assolvo, anche se prendo le distanze dalle offese”.

Quando le donne iniziano a difendere le donne che fanno cariera grazie al proprio corpo e prendono le distanze da chi invece vuole la parità sociale, allora significa che di strada da fare ce n’è ancora tanta, ma proprio tanta.

July 10th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 7 comments

Domanda all’onorevole Di Pietro

Pongo una domanda al Presidente Di Pietro.

Salve Presidente
ho visto questa sera la puntata di Annozero in cui lei  si è dichiarato contento del risultato elettorale e ha nuovamente sottolineato la sua soddisfazione per aver reso l’Italia un duopolio di fatto.
Bene, io vorrei porle una riflessione in merito. Dal punto di vista della pluralità delle idee, della democrazia e della rappresentatività in Parlamento, non abbiamo fatto però un grosso passo indeitro? Il 10% dei votanti, non di quelli che non hanno votato, proprio il 10% di persone che hanno votato ben consci di chi avrebbero voluto come delegati politici, non hanno un rappresentante in Parlamento. È una approssimazione democratica giusta questa?
L’avere solo due voci in Parlamento, non è un aspetto che è riconducibile come idea al duopolio Rai-Mediaset? In fondo sono solo due voci senza nessuno spazio alternativo.
Ecco dunque la mia domanda: che differenza c’è, dal punto di vista della pluralità, tra un duopolio dell’informazione e un duopolio parlamentare?
Grazie, buon lavoro.

April 17th, 2008 Posted by Gyles | Politica | 3 comments

Giocare col fuoco

Innanzitutto la terminologia. Termovalorizzatore è la parola comunemente usata per definire in modo più dolce e più commerciabile un inceneritore. Quest’ultimo è il termine di riferimento per tutta la documentazione e tutta la normativa di riferimento.

Detto questo, è spiacevole notare, come purtroppo avevo intuito, che dopo gli spasmi napoletani, dopo le scuole chiuse e i rischi di epidemie, gli organi di informazione si son già rimessi al lavoro per aiutare gli imprenditori del fuoco, i furbetti dei CIP6.

Napoli è sommersa dai rifiuti degli stessi cittadini. Le scuole vengono chiuse, la gente si rintana in casa, non prende la macchina perché è impossibile viaggiare e gli Stati Uniti d’America consigliano ai propri turisti di evitare Napoli. In tutto questo sarebbe bello vedere i due “capi” Jervolino e Bassolino dimettersi, non tanto per far pagar loro colpe in parte discutibili, ma per far capire ai sottoposti che chi sbaglia paga. E magari il prossimo “capo” fa saltare qualche testa sotto di lui e fa lavorare veramente il sistema che è attualmente palesemente ingolfato.

Ieri mattina su “La vita in diretta” è andato in onda un servizio che mi ha fatto gelare le dita dei piedi (è molto fastidioso!). Dopo una panoramica sulla città di Napoli, più precisamente nelle zone veramente più disperate, va in onda un lungo, e formalmente di ottima fattura, reportage sugli inceneritori, più precisamente su quello di Venezia. Ovviamente è stato definito fin da subito termovalorizzatore, il processo di incenerimento è stato chiamato trasformazione o più semplicemente processo. Invece si chiama proprio incenerimento. Il servizio ha poi presentato una bella lista dei vantaggi, partendo dai costi, il riscaldamento e l’elettricità che non aumenteranno di prezzo fino al 3098 o giù di lì. Sono spariti gli svantaggi, o comunque un minimo di dati dal punto di vista chimico/ambientale. Non sono importanti.

Negli anni sono stati trovati metodi per ridurre veramente al minimo le emissioni di ossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto e gas acidi come l’anidride solforosa. Minime, non nulle le emissioni. Per rendere massima l’efficienza della combustione si alza la temperatura. Ciò comporta una minore produzione di diossine e contemporaneamente un aumento di particolato.

Più la combustione rende, più la temperatura è alta. Più la temperatura è alta, più il particolato è fine. Più il particolato è fine, più è difficile da intercettare. Più il particolato è difficile da intercettare, più è in grado di essere intercettato anche dai polmoni e quindi è più facile che riesca ad entrare in circolo e provocare tumori.

Per transitività: più si vuole rendere efficiente un inceneritore, più si rischiano tumori. È un ragionamento preso molto alla lontana e in modo poco scientifico, ma a grandi linee è così che funziona. È un bel conflitto di interessi: soldi o salute?

Ma proviamo a conoscere meglio queste particelle. La loro pericolosità è potenzialmente estremamente elevata. Questo è confermato dai limiti particolarmente severi imposti dalla normativa per i fumi, limitata però alle polveri totali senza discriminare le relative dimensioni delle stesse. Infatti, se da un lato la combustione dei rifiuti produce direttamente enormi quantità di polveri dalla composizione chimica varia, dall’altra alcune sezioni dei sistemi di filtrazione ne aggiungono di ulteriori (in genere calce o carboni attivi) per assorbire metalli pesanti e diossine come sopra spiegato. Pertanto, le polveri finiscono per essere un concentrato di sostanze pericolose per la vita umana ed animale.

Per tali motivi, l’importanza e l’efficacia dei depolveratori è molto elevata. Vengono in genere usati sia filtri elettrostatici (dagli elevati consumi elettrici, poco efficaci su ceneri contenenti poco zolfo ma in generale abbastanza efficaci se frequentemente ripuliti), sia filtri a maniche (non adatti ad alte temperature e soggetti ad intasamento). Attualmente la legge non prevede limiti specifici per le polveri fini (PM10, ecc.) per cui la reale efficacia di tali sistemi su queste particelle è oggetto di dibattiti accesi.

Gli inceneritori producono polveri potenzialmente estrememente dannose. Tutto questo a norma di legge. Per chi ha voglia di leggere uno studio recentissimo, allego questo: Arpa - Inceneritori 2007.

Il Ministro Di Pietro ha usato il termine “pseudoambientalisti” quelli che, come Beppe Grillo, hanno sempre messo in guardia e aiutato le popolazioni locali contro la costruzione degli inceneritori. Il Ministro Di Pietro, per non fare la figura dello pseudopolitico dovrebbe prima spiegarci cosa intende fare con i PM, e non sto parlando dei Pubblici Ministeri.

January 9th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 15 comments

Giustizia: Nuvoli nominato Direttore Generale

da repubblica.it

Gianpaolo Nuvoli è il nuovo Direttore Generale del Dipartimento degli Affari di Giustizia del Ministero di via Arenula.

È stato nominato, su proposta del Guardasigilli, con decreto del presidente del Consiglio Ministri. Il provvedimento di nomina è già esecutivo. Nuvoli, 52 anni, laurea in giurisprudenza e master post universitario in materie amministrative, già parlamentare per due legislature e consigliere regionale, è originario di Ardara (SS). La direzione generale del “contenzioso e dei diritti umani” ha specifiche competenze, fra l’altro, sulle questioni concernenti il contenzioso relativo ai diritti umani in materia sia civile che penale, il contenzioso in materia di responsabilità civile dei magistrati, procedure relative all’osservanza di obblighi internazionali aventi ad oggetto la protezione dei diritti dell’uomo. Il Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, intende anche avvalersi della sua esperienza per tutte le problematiche relative alla Giustizia in Sardegna.

da: altravoce.net

Il 24 novembre 1994 infuriano le polemiche per l’invito a comparire recapitato dal pool di Milano a Silvio Berlusconi per concorso nelle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza. Alle redazioni dei quotidiani giunge via fax una dichiarazione dell’onorevole forzista Gianpaolo Nuvoli, “membro della commissione Affari costituzionali”, su carta intestata Camera dei deputati. Testuale: «Debbo affermare che, qualora il procuratore Borrelli fosse condotto alla forca, io sarei in prima fila per assistere soddisfatto all’esecuzione».

Mi piacerebbe sapere come un elemento del genere possa finire a fare il Direttore Generale del Ministero della Giustizia.

Le risposte dei politici D’Alema e Di Pietro alle domande di “Milano Libera”.

Da queste risposte si possono notare differenze per quanto riguarda il rapporto e lo scollamento tra la base e i vertici della politica. E’ inoltre simpatico notare la pienezza e la precisione delle spiegazioni fornite da D’Alema, l’uomo più intelligente di tutto il centro-sinistra, senza le quali le mie conoscenza sull’argomento sarebbero ancora piene di lacune incolmabili.

L’articolo di Marco Travaglio su altravoce.net

May 17th, 2007 Posted by Gyles | Attualità, Politica | no comments

Di Pietro e legge sulle intercettazioni

Prendo il post di ADP direttamente dal suo blog:

http://www.antoniodipietro.com/2007/05/la_legge_sulle_intercettazioni.html

“Rispondo alle molte mail che mi sono pervenute sull’approvazione del ddl Mastella relativo alle intercettazioni telefoniche. Abbiamo ritenuto necessario fare questo provvedimento per regolarizzare l’uso, e anche l’abuso che spesso si fa, delle intercettazioni. Il nostro voto favorevole del provvedimento è stato per senso di responsabilità poiché è del tutto evidente che c’è una necessità di tutelare chiunque resti coinvolto in intercettazioni ma totalmente estraneo all’inchiesta. Così come ci siamo posti il problema di salvaguardare lo strumento delle intercettazioni quale metodo necessario e insostituibile d’indagine. Riteniamo che il provvedimento sia sostanzialmente buono nell’impianto generale e che, in specifiche parti, ci siano margini di miglioramento. Ci auguriamo che al Senato si possano apportare ancora delle modifiche ed arrivare ad un maggiore equilibrio tra tutela del diritto all’informazione e tutela della Privacy.
L’Italia dei Valori si è battuta soprattutto per evitare che il provvedimento si muovesse in una direzione di eccessiva penalizzazione, sotto il profilo penale per i giornalisti, opponendosi alla reclusione fino a 3 anni come chiesto, con un emendamento, da AN e FI. Un’altra battaglia che il partito ha portato avanti è sulle intercettazioni cosiddette “illecite” le quali non saranno distrutte se costituiscono corpo di reato; se ritenute utili alle indagini, confluiranno in un archivio riservato al quale potrà accedere il titolare dell’inchiesta. Ed infine, sempre sotto l’aspetto deontologico riguardante la stampa, abbiamo inteso tutelare le persone che vivono una oggettiva condizione di inferiorità fisica o sociale. Per tali soggetti infatti, in caso di pubblicazione di notizie che li riguardano, ma non utili ai fini dell’inchiesta, il garante può disporre che la testata ripari con una esplicita ammissione, attraverso le pagine dello stesso organo di stampa, dell’abuso gratuito e infondato del quale si è dato notizia.”

Molto bene. Come scrivere molto e non dire nulla. Mi preme ricordare ai miei (pochissimi) lettori, che il punto focale delle discussioni che sono nate, non sono partite dal concetto della “pubblicazione dei dati non utili ai fini dell’inchiesta”, ma proprio dei dati che sono utilissimi ad essa. Ricordo, che secondo la ddl Mastella:

Sarà sempre più difficile pubblicare sui giornali i contenuti delle intercettazioni. Il testo, che passa ora all’esame del Senato, vieta infatti la pubblicazione, anche parziale o riassunta, di tutti gli atti di indagine, almeno fino all’inizio del processo. E questo vale anche per le intercettazioni in generale, per i flussi telematici e per il traffico telefonico. Non sarà possibile neanche sintetizzarne il contenuto. Vietatissima anche la pubblicazione di tutte le parti di ordinanza di custodia cautelare che riportano il contenuto delle telefonate intercettate e delle intercettazioni che riguardano persone estranee ai fatti del processo o che, comunque, risultano irrilevanti ai fini del procedimento. Oltre ai divieti, aumentano anche le multe per i cronisti. Quelli che pubblicheranno atti vietati rischieranno l’arresto fino a 30 giorni o l’ammenda da 10 mila a 100 mila euro. La norma attuale del codice penale (art.684) prevede invece l’ammenda da 51 a 258 euro. Il carcere però resta comunque per tutti quei giornalisti che metteranno in pagina informazioni raccolte illecitamente: da sei mesi a quattro anni.”

E’ questo il punto. E’ possibile che dichiarare un reato, seppur venendone a conoscenza in modo illegale, sia più grave del reato stesso? Assolutamente no, anzi, dovrebbe costituire una attenuante per il processo per colui che ha ottenuto informazioni in modo illegale.

Una parte di Italia spera che il Ministro di Pietro, pur essendo ovviamente padrone di fare le sue scelte in Parlamento, non venga colpito dalla “Rutellite”, malattia che consiste nell’affrontare un problema parlando degli aspetti minori e dei dettagli che non costituiscono dibattito.

May 5th, 2007 Posted by Gyles | Attualità, Cronaca, Politica | no comments

Rozzano, 16 Aprile 2007: Telecom Italia


C’è apprensione per quella che, alle 11 di oggi, sarà una delle più calde assemblee Telecom degli ultimi anni. Beppe Grillo e Antonio Di Pietro sono in prima fila per cercare di parlare al consiglio, rappresentanti dei piccoli azionisti. Purtroppo, a causa di una legge che non permette a troppi piccoli azionisti di coalizzarsi, Grillo non potrà avere parola fino in fondo nella vicenda. Ad ogni modo si spera che parecchi singoli azionisti partecipino e chiedano la parola per esprimere il proprio dissenso.

Non parteciperà all’assemblea Guido Rossi, ex presidente neo cacciato da Telecom per mano tronchettiana. Ha rilasciato una intervista a Repubblica che mi ha fatto rizzare i capelli.

Tronchetti deve subito togliere le mani da Telecom ed essa deve venire restituita, in qualche modo, alla gente. La politica deve attivarsi assolutamente (col cavolo che deve lasciar fare agli imprenditori) e mantenere la Telecom in grado di vendersi sul mercato e fare in modo che venga gestita unicamente secondo regole di mercato.

E’ necessario, inoltre, rivedere gli schemi dell’economia italiana. Questa vicenda ha fatto capire che il capitalismo italiano ha fallito miserevolmente. Come il comunismo ha fallito un po’ ovunque, e ci ricordiamo automaticamente del’URSS, noi italiani potremmo essere l’esempio che i nostri discendenti considereranno il primo fallimento del capitalismo tra i paesi più ricchi. Almeno in questo, forse, arriviamo primi.

April 16th, 2007 Posted by Gyles | Attualità, Cronaca, Politica | one comment

Ci sono stato!

Che bello, ho visto la collinetta di IdV su Second Life. E’ molto suggestivo il progetto, spero che qualche volta la si utilizzi sul serio. Ecco la foto del mio viaggio.

March 14th, 2007 Posted by Gyles | Politica | no comments

Legge elettorale? Meglio le leggi non elettorali!

In questi giorni, per chi non lo sapesse o non fosse stato raggiunto da un qualsiasi Tg o non abbia letto mezza riga di giornale, è in discussione la futura legge elettorale. Al tg ne parlano tanto, alla tedesca, sbarramento, proporzionale, maggioritario… ma spiegano ben poco cosa vuol dire e che conseguenze può avere. Come al solito in Italia si dà tanto spazio alle opinioni e poco ai fatti e ai contenuti.

Ad ogni modo, a prescindere dalla legge elettorale, ovvero dalle regole del gioco, Di Pietro, come al solito solo lui, ha presentato come proposta di legge di rendere ineleggibili i cittadini con precedenti penali. Queste erano le sue promesse nel suo programma elettorale.

E’ una iniziativa ottima, perché non è possibile che la gente si autoassolva dalle proprie responsabilità e che definisca “pubblici gli affari privati”.

March 8th, 2007 Posted by Gyles | Attualità | no comments

Crisi di Governo: Cause a monte.

Ebbene, sentiamo anche la voce di Di Pietro sulle cause. Come al solito una analisi lucida in un ambiente che spaccia notizie confuse per far perdere ai cittadini la loro capacità cognitiva.

Magari sarebbero state gradite due parole sul senatore dipendente De Gregorio, eletto con Italia dei Valori e poi spostatosi con l’opposizione in cambio dell’elezione a Presidente di una commissione.

Caro Ministro, questi sono errori che si pagano pesantemente.

February 26th, 2007 Posted by Gyles | Politica | no comments