Prendo spunto da questo articolo di “La Repubblica” per provare a fare un riassuntino degli avvenimenti che più mi hanno colpito durante l’anno. Proverò a elencarne alcuni stupidi, altri simbolici e altri altamente vergognosi che durante l’anno mi hanno fatto pensare. Non saranno in ordine cronologico e neanche in ordine d’importanza, solo in ordine di apparizione nel mio cervello.
28 Settembre. Come per Repubblica, sono d’accordo che il fatto più increscioso per l’umanità interva, solo per quest’anno sia ciò che è successo durante la manifestazione in Birmania. Finché si è potuto sono arrivate via Internet testimoniante di quanto accadeva. Ad esempio questo. Non credo sia normale schiacciare dei manifestanti coi camion.
Morti sul lavoro. Ha destato grande stupore e indignazione (fa sempre bene) la morte degli operai alle ThyssenKrupp di Torino. Bisogna però ricordare a chi non ha ben chiaro i numeri che nel 2006 i morti sul lavoro furono 1250. Milleduecentocinquanta. Quest’anno no, c’è un miglioramento, sono morte solo più di mille persone. Mille. Ovviamente ne moriranno ancora entro capodanno, del resto è quasi Natale.
8 Settembre. Esce dalla Rete e si rende noto ai più il popolo di Beppe Grillo. L’8 Settembre infatti il comico genovese riesce a riempire le piazze di tutta Italia grazie ai suoi grillini e a raccogliere le firme necessarie per presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare. La manifestazione, completamente dimenticata nei giorni precedenti all’evento, susciterà grande scalpore e risonanza a causa delle interpretazioni malevole del mondo della politica e del giornalismo, che arriverà addirittura con uno dei suoi grandi esponenti, Mazza, direttore del Tg2 a paragonare Beppe Grillo ai cattivi Maestri. Pansa lo paragonerà al duce. Famose le serate in teatro del duce, le battute del duce, e la professione di comico del duce.
6 Novembre. Muore Enzo Biagi, un grande del giornalismo italiano. Un uomo che descriveva le cose per come stavano e non per come si voleva che fossero percepite.
4 Marzo. Spariscono i costi di ricarica. Per me è una notizia importante e soprattutto simbolica. Eravamo l’unico paese in Europa con una cosa del genere. Ufficialmente il merito è del Governo Prodi e del Ministro Bersani, che hanno firmato la legge. In pratica è merito di Beppe Grillo e del giovane cittadino Andrea d’Ambra che è stato colui che ha fatto conoscere il problema in Commissione Europea, i nostri ministri si erano dimenticati.
17 febbraio. L’inchiesta Mani Pulite compie 15 anni. Nel lontano ‘92 quel manipolo di magistrati diede nuova speranza al Nord e a tutta l’Italia per bene, da chi voleva un capitalismo funzionante, da chi voleva smettere di genuflettersi per lavorare, a chi voleva giustizia e basta. Peccato che sia stata sconfitta sulla lunga distanza.
Aprile. Inizia la battaglia contro le intercettazioni capitanata dal Ministro di Grazia e Gustizia Onorevole Mario Celemente Mastella. Il politico sarà da ora in poi preso di mira dalla stampa libera che lo dipingerà in tutti i peggio modi possibili.
20 Giugno. Viene stralciata la norma anticaselli, che non permetteva al Magistrato di concorrere per un incarico direttivo.
Ottobre. Infervora la battaglia tra De Magistris e il resto della magistratura politicizzata. Il magistrato si vedrà scippare le sue inchieste direttamente dagli indagati. Tra questi indagati sbucano nomi importanti del Governo. Di questi giorni sono anche le rivelazioni di Clementina Forleo che verrà ascoltata direttamente in commissione disciplinare. Già all’epoca lo sostenni e continuo a farlo tutt’ora, che i Magistrati devono essere lasciati a fare il proprio lavoro. In Italia la Magistratura è un potere indipendente.
Dicembre. Vengono alla luce le commistioni tra affari privati e politica tra i gruppi Rai e Mediaset. La cosa era nell’aria e già si sapeva di questa commistione, ma finalmente sono presenti intercettazioni precise e prove inconfutabili di quanto accaduto. Di questi giorni anche le intercettazioni dell’Onorevole Berlusconi che lo ritraggono mentre corrompe senatori della Repubblica e cerca di “piazzare” in Rai una signorina in cambio della “maggioranza in Senato”.
Per ora è tutto, ho sicuramente dimenticato qualcosa ma mi vabene così :D.
Buone feste e tanti auguri a tutti queli che hanno seguito il mio blog in questi primi 10 mesi di attività.
Baci.
December 23rd, 2007
Posted by
Gyles |
Abbasso gli italiani, Storia |
one comment

Ho appena finito di leggere questo libro che mi ha profondamente colpito. Mi ha sorpreso onestamente la facilità di lettura e la solidità degli argomenti presentati dall’autore, nonostante la trattazione di argomenti onestamente difficoltosi.
Gli argomenti trattati sono spesso visti dal punto di vista di come sarebbe stato possibile renderli al pubblico attraverso non un libro, bensì attraverso una puntata di “Il Fatto”.
Alla fine l’autore propone una cronologia degli avvenimenti degli anni precedenti al libro che hanno colpito in modo particolare Biagi e Mazzetti, in modo da permettere di ricostruire il momento storico nel quale e del quale scrive.
Il titolo del libro allude ovviamente a tutti quegli avvenimenti che “Il Fatto” non ha potuto trattare e, di conseguenza, dei quali gli ascoltatori non hanno potuto sentir parlare. Ancora una volta mi piacerebbe sapere se esiste un modo per noi orfani di Biagi, di poter avere un risarcimento, e soprattutto sapere da chi, per quegli anni di lontananza di Biagi dalla Rai e della mancata trasmissione de “Il Fatto”.
November 27th, 2007
Posted by
Gyles |
Libri |
2 comments
Come mi ha fatto notare Tia, ecco le parti più divertenti e significative tratte dall’articolo “Enzo Biagi. Vi raccontiamo la vera storia dell’editto bulgaro“, di Filippo Facci, su “Il Giornale” di Mario Giordano, edito da Paolo Berlusconi.



“Enzo Biagi non fu mai allontanato né cacciato dalla Rai, come lui stesso ha sempre ammesso. Tantomeno fu allontanato a seguito di un oscuro editto bulgaro. La parziale e volontaria dipartita di Biagi non è coincisa con nessun regime né alcuna censura, come lui ha pure ammesso in diverse interviste anche reperibili in rete.”
Lo ammetto, non ho trovato tali interviste dove lui ammette di non essere stato cacciato, anzi ne ho trovate dove dice che non può essere il Presidente del Consiglio a dirti quando devi andare in pensione. Dire che la dipartita è stata “volontaria” è un modo infelice di usare un termine ambiguo, magari Facci crede che si sia suicidato… continuiamo con la lettura di questo articolo.
“Minuti d’oro
La vicenda parte nel 2001, quando nella televisione pubblica c’era un anziano collaboratore di 82 anni, Biagi, che conduceva una trasmissione che si chiamava Il Fatto e che aveva almeno due problemi: uno di palinsesto e uno politico. Il primo è questo: il programma di Biagi non andava certo male per essere un prodotto giornalistico, pur extralight, ma andava in onda nella fondamentale fascia pre-serale e perdeva parecchi punti rispetto a Canale5, che vantava e vanta l’imbattibile Striscia la notizia. In un periodo in cui peraltro la Rai veniva accusata di fiancheggiare Mediaset, c’era il problema di non perdere vagonate di incassi pubblicitari durante il programma di Biagi, dunque di ricollocarlo per inventarsi qualcos’altro al suo posto.“
Ah… quindi “Il Fatto” è stato tolto per mettere qualcosa al suo posto che potesse fronteggiare “Striscia la Notizia” su Canale5. Infatti il programma di Biagi è stato sostituito da Max&Tux. Risultato: Striscia fa il record storico di ascolti. Sembrebbe quasi che la Rai volesse togliere un programma che riusciva a contenere la trasmissione di Ricci.
“La fine del “Fatto”
Non fosse chiaro, Biagi l’11 aprile 2002 ha già deciso di non fare più Il Fatto se non sino alla scadenza contrattuale del 31 maggio. Il particolare non da poco è questo: in quella data non c’è ancora stato nessun cosiddetto editto bulgaro. Non-c’è-stato. Quello che c’era da tempo, ed eccoci al secondo problema, era una questione politica. Enzo Biagi, in un periodo di elezioni, parteggiava apertamente per Romano Prodi, avversario di Silvio Berlusconi, o più spesso avversava Silvio Berlusconi e basta. Biagi non ha mai negato neanche questo. È rimasto celebre il caso del 10 maggio 2001: Biagi, a ridosso del voto, si era portato in trasmissione Roberto Benigni e lo show era stato a senso unico: «Non voglio parlare di politica, sono qui per parlare di Berlusconi. Il contratto di Berlusconi ormai è un cult, la cassetta lì l’ho registrata, l’ho messa tra Totò e Peppino e Walter Chiari e Sarchiapone».“
E allora? A parte che Biagi era un professionista, quindi poteva invitare alla sua trasmissione chi voleva e quando voleva, ma il problema è questo? Un giornalista in campagna elettorale deve smettere di fare il suo lavoro? L’autore deve inoltre stare attento a quello che scrive, infatti dire che Biagi era ostile a Berlusconi dimostra come i nemici del regime siano stati ostracizzati.
“Il caso Luttazzi
E se un anziano aveva invitato un celebre comico, due mesi prima un comico aveva invitato un giornalista: Daniele Luttazzi aveva chiamato Marco Travaglio a Satyricon (Marzo 2001) e quest’ultimo aveva parlato di rapporti tra Berlusconi e mafia e stragi, tutte vicende archiviate o infondate, sinché Luttazzi aveva congedato Travaglio in questo modo: «In questo paese di merda tu sei uno che ha coraggio». Anni dopo, a Travaglio mancherà tuttavia il coraggio di scusarsi, visto che non una delle accuse amplificate in quella trasmissione (teoricamente comica) è rimasta in piedi.“
A me risulta che Travaglio e Luttazzi siano stati denunciati, tra l’altro, per diffamazione e abbiano vinto la causa perché quello che è stato detto e scritto era fondato e non presentava distorsioni della realtà, tantopiù che sono considerazioni derivanti da sentenze e indagini della Magistratura. Continuo la lettura cogliendo fior da fiore.
“Berlusconi, anni dopo, si dichiarerà pentito dell’espressione «criminoso» perlomeno riferita a Biagi, che avrà anche modo di elogiare ricambiato“
Anni dopo quando? Ieri? Tanto è morto e non può smentire.
“dal famoso editto parte la leggenda di un’epurazione quantomeno singolare per modalità. Cioè: Silvio Berlusconi, che ha vinto le elezioni e aveva dunque cambiato il consiglio di amministrazione Rai (come aveva fatto l’Ulivo e come lo farà Prodi, perché è la regola), si mette a fare epurazioni scegliendo di rispondere a una domanda di un giornalista formulata in Bulgaria.“
Attenzione! Facci ci è arrivato! Non abbiamo capito se è una leggenda o se è la regola. La parola “leggenda” e la parola “regola”, nella stessa frase e riferite allo stesso oggetto danno luogo ad un ossimoro. E poi basta così, l’articolo comunque è da leggere perché fluido e assolutamente incoerente con quello che lo stesso Biagi e Loris Mazzetti, suo collaboratore, hanno sempre sostenuto e scritto un po’ ovunque.
November 12th, 2007
Posted by
Gyles |
Attualità, Politica, Storia |
2 comments

Se n’è andata una persona che ho imparato ad apprezzare col tempo attraverso i suoi libri, più che attraverso la tv. Voglio ricordarlo con alcune delle sue frasi che mi hanno colpito.
“È un regime. Ma certo, dal punto di vista televisivo non c’è altra definizione. Quando una sola persona ha praticamente sei televisioni, tre di proprietà privata e tre di servizio, quale spazio rimane agli altri?”.
Poi ci fu l’ultima puntata de “Il Fatto”.
“Cari telespettatori, questa potrebbe essere l’ultima puntata de ‘Il Fatto’. Dopo 814 trasmissioni non è il caso di commemorarci. Eventualmente è meglio essere cacciati per aver detto qualche verità che restare a prezzo di certi patteggiamenti. Signor Presidente Berlusconi non tocca a lei licenziarmi. Penso che qualcuno mi accuserà di un uso personale del mio programma che, del resto, faccio da anni, ma per raccontare una storia che va al di là della mia trascurabile persona e che coinvolge un problema fondamentale: quello della libertà di espressione. Non è un gran giorno per l’Italia: per quello che succede in casa e per quello che si dice fuori. A Milano, lo sapete, un piccolo aereo da turismo è andato a sbattere contro il Pirellone, orgoglio dell’architettura italiana e uno dei simboli della città. E il pensiero corre subito alle Torri di New York. Disgrazia.
Ma c’è, anche, chi all’estero parla di crimine. Da Sofia il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non trova di meglio che segnalare tre biechi individui, in ordine alfabetico: Biagi, Luttazzi, Santoro, che, cito tra virgolette: “hanno fatto un uso bieco della televisione pubblica - pagata con i soldi di tutti - criminoso. Credo che sia preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga’. Chiuse virgolette. Quale sarebbe il reato? Stupro, assassinio, rapina, furto, incitamento alla delinquenza, falso e diffamazione? Denunci. Poi il Presidente Berlusconi, siccome non prevede nei tre biechi personaggi pentimento o redenzione, pur non avendo niente di personale, lascerebbe intendere, se interpretiamo bene, che dovrebbero togliere il disturbo.
Signor Presidente Berlusconi, dia disposizione di procedere, perché la mia età e il senso di rispetto che ho per me stesso mi vietano di adeguarmi ai suoi desideri. Sono ancora convinto che in questa nostra Repubblica ci sia spazio per la libertà di stampa. Ci sia perfino in questa azienda che, essendo proprio di tutti, come lei dice, vorrà sentire tutte le opinioni. Perché questo, signor Presidente, è il principio della democrazia. Sta scritto, dia una occhiata, nella Costituzione. In America, ne avrà sentito parlare, Richard Nixon dovette lasciare la Casa Bianca per una operazione chiamata Watergate, condotta da giovani cronisti alle dipendenze di quel grande e libero editore che era la signora Katharine Graham, proprietaria della Washington Post. Questa, tra l’altro, viene presentata come la tv di Stato, anche se qualcuno tende a farla di Governo, ma è il pubblico che giudica. Nove volte su dieci, controllare, ‘Il Fatto’ è la trasmissione più vista della Rai. Lavoro qui dal 1961 e sono affezionato a questa azienda. Ed è la prima volta che un Presidente del Consiglio decide il palinsesto, cioè i programmi, e chiede che due giornalisti, Biagi e Santoro, dovrebbero entrare nella categoria dei disoccupati. L’idea poi di cacciare il comico Luttazzi è più da impresario, quale lei è del resto, che da statista”.
Adesso che ci ha lasciati, aspettiamo che il Cavalier Bellachioma ci allieti tutti con frasi del tipo: “Io l’ho sempre stimato” oppure “io ero un suo grande fan” o ancora “è sempre stato un moderato come me”. Invece ci dobbiamo accontentare di quelle precedenti al lutto: “E’ un vecchio rancoroso che ce l’ha con me“.
Negli anni che Biagi è stato lontano dalla tv, non ha potuto raccontare molte cose, come lui stesso ha ricordato. Adesso vorrei sapere chi mi rimborserà tutte le cose che Biagi non mi ha detto in quel periodo. Ovviamente non si può, erano cose che non avevano prezzo, o forse ce l’avevano e anche ben quantificabile.
Ma la morte è democratica, prima o poi moriamo tutti.
November 7th, 2007
Posted by
Gyles |
Attualità, Storia |
6 comments

Non solo è tornato… ma con che stile! Che puntata!
Ottima la prima puntata di Rotocalco Televisivo, un titolo storico per il giornalismo italiano, è infatti con lo stesso nome che Biagi ha iniziato la sua carriera in Tv.
Pensando a quello che ho visto stasera, alla qualità, alla precisione della sua trasmissione, e pensando che ne sono stato privato per 5 anni, ho un po’ di rabbia.
Spero al più presto di trovare un link della Rai dove linkare la puntata per chi non avesse potuto vederla (sventura sventura).
Mai più senza Biagi! Sì sto parlando con te! Mai più senza Biagi!
April 23rd, 2007
Posted by
Gyles |
Attualità, Cronaca |
no comments