Il Blog del Gillo

Parola in libertà

Il Codice Zapatero

Zapatero

E in Italia, secondo voi ci andiamo già vicini e non ne abbiamo bisogno?

Código de Buen Gobierno de los miembros del Gobierno y de los altos cargos de la Administración General del Estado.

Primo: principi di base

I membri del Governo e le alte cariche della amministrazione generale dello Stato si comporteranno, nell’esercizio delle loro funzioni, in accordo con la Costituzione e il resto dell’ordinamento giuridico, e si conformeranno ai seguenti principi etici e di condotta che si sviluppano nel presente Codice: obiettività, integrità, neutralità, responsabilità, credibilità, imparzialità, affidabilità, dedizione al servizio pubblico, trasparenza, esemplarità, austerità, accessibilità, efficacia, onorabilità, e promozione del patrimonio culturale e ambientale e della uguaglianza tra uomini e donne.

Secondo: principi etici

1. le alte cariche promuoveranno i diritti umani e le libertà dei cittadini, e eviteranno ogni comportamento che possa produrre discriminazione alcuna per ragioni di razza, sesso, religione, opinione o qualunque altra condizione o circostanza personale o sociale.

2. l’adozione delle decisioni perseguirà sempre la soddisfazione degli interessi generali dei cittadini e sarà fondata sulle considerazioni obiettive orientate verso l’interesse comune, al margine di qualsiasi altro fattore che sia espressione di posizioni personali, familiari, corporative, clientelari o di qualunque altro tipo che possano configgere con questo principio.

3. [i funzionari] si asterranno da tutte le attività private o di interesse che possano supporre un rischio di insorgenza di conflitto di interesse con l’incarico pubblico. Si intende che esiste conflitto di interesse quando le alte cariche intervengono nelle decisioni che abbiano relazione con affari nei quali confluiscano l’interesse dell’incarico pubblico e interessi privati proprio, dei familiari diretti, o interessi condivisi con persone terze.

4. [i funzionari] vigileranno per il rispetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, e rimuoveranno gli ostacoli che possano ostacolarla.

5. si sottometteranno alle stesse condizioni e limitazioni previste per ogni altro cittadino nelle operazioni finanziarie, nelle obbligazioni patrimoniali, e nelle transazioni giuridiche che realizzino.

6. non accetteranno nessun trattamento di favore o situazione che implichi privilegi o vantaggi ingiustificati, da parte di persone fisiche o entità private.

7. non influiranno nello snellimento o nella risoluzione di   questioni o procedimenti amministrativi senza giusta causa e, in nessun caso, quando esso comporti un privilegio o beneficio ai titolari di incarichi pubblici, o al loro ambiente familiare e sociale immediato, o quando supponga un danno agli interessi di terzi.

8. agiranno in accordo ai principi di efficacia, economia e efficienza, e vigileranno sempre il conseguirsi dell’interesse generale e del compimento degli obiettivi della organizzazione.

9. [i funzionari] si asterranno da ogni tipo di transazione e attività finanziaria che possano compromettere l’obiettività della Amministrazione nel servizio degli interessi generali.

10. le loro attività pubbliche rilevanti saranno trasparenti ed accessibili a tutti i cittadini, con le uniche eccezioni dei casi previsti dalla legge.

11. [i funzionari] Assumeranno, in ogni momento, la responsabilità delle decisioni e dei comportamenti propri  e degli organismi che dirigono, senza pregiudizio di altre responsabilità che siano esigibili legalmente

12. assumeranno le loro responsabilità davanti  ai superiori e non le imputeranno verso i loro subordinati senza causa obiettiva

13. eserciteranno le loro attribuzioni secondo i principi di buona fede e dedizione al servizio pubblico, e si asterranno non solo da condotte contrarie a tali principi, ma anche da qualunque altro comportamento che comprometta la neutralità dell’esercizio dei servizi pubblici ai quali sono incaricati.

14. senza pregiudicare quanto disposto dalle leggi sulla diffusione di informazioni di interesse pubblico, manterranno il segreto, la riservatezza e la discrezione in relazione ai dati e alle informazioni dei quali verranno a conoscenza in ragione del loro incarico

Terzo. Principi di condotta

l’incarico degli alti funzionari necessita di piena dedizione

l’assunzione di incarichi negli organi esecutivi di direzione di partiti politici, in nessun caso comprometterà o diminuirà il loro esercizio delle funzioni

essi garantiranno il diritto dei cittadini alla informazione sul funzionamento dei servizi pubblici che gli siano stati affidati, con le limitazioni stabilite da norme specifiche

4. nell’esercizio delle proprie funzioni, essi massimizzeranno lo zelo, in modo che l’impegno degli obblighi contratti sia un effettivo riferimento di esemplarità nel comportamento degli impiegati pubblici. Tale esemplarità dovrà esplicitarsi, in ugual misura, nel complimento dei doveri che, come [tutti i] cittadini, i funzionari devono espletare per legge.

5. amministreranno i beni pubblici con austerità ed eviteranno comportamenti che possano compromettere la dignità dovuta al loro pubblico incarico

6. sarà rifiutato qualunque regalo, favore o servizio in condizioni vantaggiose che vada appena più in là dell’ abituale uso sociale o di cortesia, o prestiti o altre prestazioni economiche che possano condizionare l’espletamento delle loro funzioni, pur senza venir meno a quanto stabilito dal Codice Penale

6. in caso di omaggi di maggior entità, ricevuti a carattere istituzionale, essi saranno incamerati nel patrimonio dello Stato, nei termini previsti dalla legge 33/2003 del 3 novembre, in accordo con quanto si determini ai sensi dei regolamenti.

7. nell’espletamento del loro incarico, gli alti funzionari saranno accessibili a tutti i cittadini, e massimizzeranno l’impegno nel rispondere a tutti gli scritti, le richieste e i reclami che dai cittadini stessi riceveranno

8. la denominazione ufficiale del protocollo dei membri del Governo e degli alti funzionari dello Stato sarà quello di “signor/signora”, seguito dalla denominazione della carica, impiego o rango corrispondente [è la abolizione degli attributi "Onorevole" "Eccellenza", "Don" e simili, ndt]

nelle missioni ufficiali all’estero sarà loro corrisposto il trattamento che stabilisca la normativa del paese o organizzazione internazionale corrispondente.

9. essi si asterranno dall’effettuare un uso improprio dei beni e dei servizi che l’amministrazione generale dello Stato pone a loro disposizione in ragione del loro incarico

10. la protezione dei beni culturali e della diversità linguistica ispirerà i comportamenti degli alti funzionari nell’esercizio delle loro competenze, così come la protezione e il miglioramento dell’ambiente naturale.

11. garantiranno la custodia  e la conservazione della documentazione per la sua trasmissione e passaggio ai loro responsabili successivi.

Quarto. attuazione del Codice del  Buon Governo.

- annualmente il Consiglio dei Ministri esaminerà un rapporto fornito dal ministero dell’amministrazione pubblica, sulle eventuali inadempienze dei principi etici e di condotta con il fine di analizzare i procedimenti e i provvedimenti che possano impedire la loro trasgressione e proporre le misure che si stimino convenienti per assicurare l’obiettività delle decisioni dell’amministrazione e delle istituzioni pubbliche.

- il Consiglio dei Ministri, nel caso si siano verificate violazioni dei principi del Codice, adotterà le opportune misure.

March 29th, 2008 Posted by Gyles | Politica, Storia | 2 comments

Quanto vale un pallone?

Visto che infervora la campagna elettorale, e che, come si sa, tutto quello che succede è fine a sè stesso, provo a ridare dei connotati personali al mio blog, e vi racconto un po’ di cavoli miei.

Oggi vi racconterò quanto è difficile valutare il valore di un pallone da calcetto.

Pallone

Martedì sera, serata di torneo di calcetto. Due squadre che si affrontano, tutti i giocatori che credono di essere Baggio o Van Basten. Pochissime entrate dure, pochi falli (5 in 50 minuti), tanta corsa ritmi alti e tanti gol. Uno dei nostri ultimi gol ha visto il nostro segnatore sfottere il portiere che precedentemente aveva avuto da ridire su un nostro compagno che era sempre a terra dopo i contrasti. Fischio dell’arbitro, termine dell’incontro e vinciamo noi con un buon scarto.

Sembra tutto finito, alla fine chi vuole abbraccia gli avversari, saluta l’arbitro e si fila negli spogliatoi per la meritatissima doccia.

Ed ecco la domanda che mi fa raggelare il sangue: «Indovinate un po’ cosa hanno dimenticato in campo?». Eh già, gli avversari si erano dimenticati il pallone in una delle due porte. «Ridiamoglielo» dico ingenuamente io. «Ma scherzi? Così imparano a dimenticarlo e a trattarci così, a fare gli sbruffoni». Non mi tengo, dico l’insulto più grave che mi viene in mente: «Ma siete proprio italiani!». L’insulto colpisce, e non mi stupisce. Niente da fare per il pallone.

All’uscita uno degli altri ragazzi, che nel frattempo avevano smesso di essere avversari, ci chiede se per caso avessimo visto il pallone. Con una pacatezza e una gentilezza che avrebbe convinto anche me se non avessi conosciuto la verità, i miei spiegano che proprio non l’abbiamo visto e che converrebbe chiedere dentro al custode o andare a vedere se magari è rimasto nascosto sotto la panchina in campo.

Tutto qui, una piccola cavolata, ma che mi ha colpito molto.

Rubare.

Mentire.

Quanto vale un pallone da calcetto?

February 23rd, 2008 Posted by Gyles | Abbasso gli italiani | 7 comments

Mi porto via anche il pallone

Non volete giocare come dico io? Allora non vi faccio più amici e mi porto via anche il pallone.  Questa la politica di Mastella e dell’Udeur delle ultime ore, rivista in chiave intelligente.

Riepiloghiamo.

1. La famiglia Mastella e la testa dell’Udeur campano (che sono la stessa cosa) vengono raggiunti da vari avvisi di garanzia e, in alcuni casi come per la signora Mastella, addirittura vengono previsti gli arresti domicialiari. Va ancora peggio al consuocero di Clemente, Camilleri, che si ritrova direttamente in carcere.

2. Mastella si dimette la mattina stessa con una drammatica lettera e lunghi e forti attacchi alla magistratura.

3. 24 ore dopo Mastella chiede a tutta la maggioranza parlamentare di votare una mozione a favore proprio di sè stesso o non garantirà neppure l’appoggio esterno al Governo. La mozione riprende parecchie delle accuse dirette alla Magistratura che, ricordiamo per chi non lo sapesse, è un potere indipendente.

4. 24 ore dopo. Secco no di PdCI e IdV, che negano il loro voto a favore della mozione.

5. Seduta stante, crisi di Governo.

Ora, la lettura è molto semplice. Un signore, Clemente Mastella, è obbligato a dimettersi dopo il fiume di provvedimenti caduti sul suo partito-famiglia. Allora chiede a tutti di difenderlo o si porta via il pallone. Mi piacerebbe chiedere al Sen. Mastella nel nome di chi si prende la responsabilità di far cadere il Governo per i suoi problemi di natura personale.

Non è possibile che esistano persone in politica di una tale irresponsabilità da mettere davanti ai problemi del paese i propri guai personali. Se è indagato, corra dal proprio giudice e si faccia dichiarare innocente dal Tribunale, non rovesci i suoi problemi sugli italiani, che non c’entrano nulla con le sue furbate famigliari.

Ripeto, è un comportamento irresponsabile e per certi atteggiamenti bisognerebbe solo vergognarsi.

January 23rd, 2008 Posted by Gyles | Politica | 3 comments

La questione morale

Sul blog di Beppe Grillo è apparsa questa lettera. E’ ovviamente inutile che io la ricopi qui, tuttavia la copio lo stesso, in modo che quando sarò più attempato potrò leggerla e sapere che l’avevo già letta.

“I partiti non fanno più politica. I partiti hanno degenerato e questa è l’origine dei malanni d’Italia. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss”. La carta geopolitica dei partiti è fatta di nomi e di luoghi.
I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente… Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti.
Molti italiani, secondo me, si accorgono benissimo del mercimonio che si fa dello Stato, delle sopraffazioni, dei favoritismi, delle discriminazioni. Ma gran parte di loro è sotto ricatto. Hanno ricevuto vantaggi (magari dovuti, ma ottenuti solo attraverso i canali dei partiti e delle loro correnti) o sperano.
I partiti debbono, come dice la nostra Costituzione, concorrere alla formazione della volontà politica della Nazione; e ciò possono farlo non occupando pezzi sempre più larghi di Stato, sempre più numerosi centri di potere in ogni campo, ma interpretando le grandi correnti di opinione, organizzando le aspirazioni del popolo, controllando democraticamente l’operato delle istituzioni.
La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Se si continua in questo modo, in Italia la democrazia rischia di restringersi, non di allargarsi e svilupparsi; rischia di soffocare in una palude.
Il consumismo individuale esasperato produce non solo dissipazione di ricchezza e storture produttive, ma anche insoddisfazione, smarrimento, infelicità.
Quando si chiedono sacrifici al Paese e si comincia con il chiederli ai lavoratori, mentre si ha alle spalle una questione come la P2, è assai difficile ricevere ascolto ed essere credibili. Quando si chiedono sacrifici alla gente che lavora ci vuole un grande consenso, una grande credibilità politica e la capacità di colpire esosi e intollerabili privilegi. Se questi elementi non ci sono, l’operazione non può riuscire.”
E.B. 1981

June 20th, 2007 Posted by Gyles | Attualità | 3 comments