Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Best of 2007

Prendo spunto da questo articolo di “La Repubblica” per provare a fare un riassuntino degli avvenimenti che più mi hanno colpito durante l’anno. Proverò a elencarne alcuni stupidi, altri simbolici e altri altamente vergognosi che durante l’anno mi hanno fatto pensare. Non saranno in ordine cronologico e neanche in ordine d’importanza, solo in ordine di apparizione nel mio cervello.

28 Settembre. Come per Repubblica, sono d’accordo che il fatto più increscioso per l’umanità interva, solo per quest’anno sia ciò che è successo durante la manifestazione in Birmania. Finché si è potuto sono arrivate via Internet testimoniante di quanto accadeva. Ad esempio questo. Non credo sia normale schiacciare dei manifestanti coi camion.

Morti sul lavoro. Ha destato grande stupore e indignazione (fa sempre bene) la morte degli operai alle ThyssenKrupp di Torino. Bisogna però ricordare a chi non ha ben chiaro i numeri che nel 2006 i morti sul lavoro furono 1250. Milleduecentocinquanta. Quest’anno no, c’è un miglioramento, sono morte solo più di mille persone. Mille. Ovviamente ne moriranno ancora entro capodanno, del resto è quasi Natale.

8 Settembre. Esce dalla Rete e si rende noto ai più il popolo di Beppe Grillo. L’8 Settembre infatti il comico genovese riesce a riempire le piazze di tutta Italia grazie ai suoi grillini e a raccogliere le firme necessarie per presentare in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare. La manifestazione, completamente dimenticata nei giorni precedenti all’evento, susciterà grande scalpore e risonanza a causa delle interpretazioni malevole del mondo della politica e del giornalismo, che arriverà addirittura con uno dei suoi grandi esponenti, Mazza, direttore del Tg2 a paragonare Beppe Grillo ai cattivi Maestri. Pansa lo paragonerà al duce. Famose le serate in teatro del duce, le battute del duce, e la professione di comico del duce.

6 Novembre. Muore Enzo Biagi, un grande del giornalismo italiano. Un uomo che descriveva le cose per come stavano e non per come si voleva che fossero percepite.

4 Marzo. Spariscono i costi di ricarica. Per me è una notizia importante e soprattutto simbolica. Eravamo l’unico paese in Europa con una cosa del genere. Ufficialmente il merito è del Governo Prodi e del Ministro Bersani, che hanno firmato la legge. In pratica è merito di Beppe Grillo e del giovane cittadino Andrea d’Ambra che è stato colui che ha fatto conoscere il problema in Commissione Europea, i nostri ministri si erano dimenticati.

17 febbraio. L’inchiesta Mani Pulite compie 15 anni. Nel lontano ‘92 quel manipolo di magistrati diede nuova speranza al Nord e a tutta l’Italia per bene, da chi voleva un capitalismo funzionante, da chi voleva smettere di genuflettersi per lavorare, a chi voleva giustizia e basta. Peccato che sia stata sconfitta sulla lunga distanza.

Aprile. Inizia la battaglia contro le intercettazioni capitanata dal Ministro di Grazia e Gustizia Onorevole Mario Celemente Mastella. Il politico sarà da ora in poi preso di mira dalla stampa libera che lo dipingerà in tutti i peggio modi possibili.

20 Giugno. Viene stralciata la norma anticaselli, che non permetteva al Magistrato di concorrere per un incarico direttivo.

Ottobre. Infervora la battaglia tra De Magistris e il resto della magistratura politicizzata. Il magistrato si vedrà scippare le sue inchieste direttamente dagli indagati. Tra questi indagati sbucano nomi importanti del Governo. Di questi giorni sono anche le rivelazioni di Clementina Forleo che verrà ascoltata direttamente in commissione disciplinare. Già all’epoca lo sostenni e continuo a farlo tutt’ora, che i Magistrati devono essere lasciati a fare il proprio lavoro. In Italia la Magistratura è un potere indipendente.

Dicembre. Vengono alla luce le commistioni tra affari privati e politica tra i gruppi Rai e Mediaset. La cosa era nell’aria e già si sapeva di questa commistione, ma finalmente sono presenti intercettazioni precise e prove inconfutabili di quanto accaduto. Di questi giorni anche le intercettazioni dell’Onorevole Berlusconi che lo ritraggono mentre corrompe senatori della Repubblica e cerca di “piazzare” in Rai una signorina in cambio della “maggioranza in Senato”.

Per ora è tutto, ho sicuramente dimenticato qualcosa ma mi vabene così :D .

Buone feste e tanti auguri a tutti queli che hanno seguito il mio blog in questi primi 10 mesi di attività.

Baci.

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December 23rd, 2007 Posted by Gyles | Abbasso gli italiani, Storia | one comment

Appello

La scorsa legislatura è stata connotata da forti tensioni tra potere politico e magistratura, con frequenti interferenze del primo sull’attività della seconda. Ci si attendeva, nella nuova, un radicale mutamento di rotta, in armonia con le dichiarazioni programmatiche. Si registra, invece, un’inquietante continuità di indirizzo, come denota il caso dell’inchiesta Why Not della procura di Catanzaro.

Appare a dir poco sconcertante che a chiedere per ‘motivi di particolare urgenza’ il trasferimento cautelare del pubblico ministero procedente sia lo stesso guardasigilli implicato nelle indagini. E’ vero che l’iscrizione nel registro degli indagati è successiva a tale richiesta, ma è altrettanto vero che il coinvolgimento del guardasigilli nelle indagini era da tempo di pubblico dominio. Tanto meno si giustifica l’inusitato provvedimento di avocazione con cui il procuratore generale facente funzioni ha sottratto l’inchiesta al magistrato procedente, sul presupposto di un’incompatibilità per ‘interesse nel procedimento’ ai sensi dell’art. 36 c.p.p. Prudenza avrebbe voluto che, prima di adottare un provvedimento così eccezionale, si attendesse l’esito del giudizio disciplinare; in sua assenza si può rovesciare il discorso a base dell’avocazione ed ipotizzare, con almeno pari plausibilità, un ‘interesse’ del ministro a liberarsi del proprio inquirente e a precostituire cause di incompatibilità attraverso l’azione disciplinare. In questo quadro la revoca dell’avocazione e la restituzione dell’indagine al suo originario titolare sono i passi necessari perché non sia ulteriormente minata la già precaria fiducia del cittadino nell’amministrazione della giustizia e nell’uguaglianza davanti alla legge.

Quanto alla circostanza che il pubblico ministero dell’inchiesta Why Not abbia pubblicamente denunciato l’illegittimità dell’avocazione e – insieme ad altri colleghi – pressioni e intimidazioni da parte di soggetti istituzionali, va senza dubbio riconosciuto che competano ai magistrati doveri di riserbo nei riguardi dei mass-media; ma è solo assicurando le condizioni per la legalità e l’autonomia delle indagini, che si può pretendere l’osservanza di quei doveri.29 ottobre 2007

Sergio Chiarloni (università di Torino)
Mario Dogliani (università di Torino)
Paolo Ferrua (università di Torino)
Rosanna Gambini (università di Torino)
Andrea Scella (università di Udine)

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December 19th, 2007 Posted by Gyles | Attualità | no comments

Lo stato di diritto e De Magistris

Mi sono preso una pausa di 10 giorni dal mio blog di riflessione, per capire meglio cosa stava accadendo in questi giorni. È vero che anche se scrivo cose inesatte o stupide, nessuno si lamenta perché tanto questo blog lo leggiamo s’ e no in 3-4. Ad ogni modo ci tengo a scrivere delle cose quanto meno discutibili.

Finalmente siamo arrivati ad una fine per quanto riguarda la decisione da prendere su De Magistris, il magistrato che di punto in bianco è diventato conosciuto ai più, solo perché stava facendo un po’ troppo bene il suo lavoro. Anzi, non so se lo faceva bene, fatto sta che di sicuro lo faceva nel pieno rispetto della legge, quella legge che però se tutti la controllano, poi non si può più eludere.

Un giorno l’Onorevole Senatore Sindaco Ministro di Grazia e Giustizia Clemente Mastella decide di spostare il magistrato dai suoi incarichi per incompatibilità ambientale. De Magistris è infatti accusato di aver taciuto il nome di un indagato al suo Procuratore Capo e altri tecnicismi. Peccato che il nome sia stato taciuto perché parente del capo. Ha fatto bene? Yes\No\Retry\Abort. Si può discutere parecchio. Questa discussione è solo polvere negli occhi, non c’entra nulla con il vero nocciolo della questione, che è ben più grave e potenzialmente dannosa per tutti.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro Mastella apparivano nell’indagine “Why Not”, e quest’ultimo, sollevando De Magistris, ha di fatto interrotto il procedimento dell’indagine.

Ora il panorama che si prospetta è alquanto paradossale. Al posto di De Magistris arriverà un nuovo magistrato, che avrà davanti a sé due opzioni: lasciar perdere l’inchiesta per paura di essere a sua volta trasferito oppure procedere, con la probabilità di essere trasferito.

Il magistrato per poter procedere con una indagine deve quindi avere il consenso del politico di turno. Si tratta di una sottomissione di fatto della magistratura alla politica. Gelli ringrazia.

Stiamo parlando di una grave invasione di campo della politica nell’attività giudiziaria che non può essere tollerata in uno stato di diritto come il nostro, a meno che non si smetta di considerarsi uno stato di diritto, in tal caso tutto è accettabile.

Un indagato che si sceglie il proprio giudice non si è mai visto, o forse sì, nel Governo Berlusconi, quando gli indagati erano in grado di decidere dove farsi processare (e relativi giudici di ruolo). Il Governo odierno si sta comportando come il vecchio, si difende dal processo, anziché nel processo.

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October 25th, 2007 Posted by Gyles | Attualità, Politica, Storia | 2 comments