Il Blog del Gillo

Integralismo ed estremismo democratico

Politici in vacanza

Negli ultimi giorni dell’anno passato e nei primi del nuovo son successe un po’ di cose, alcune veramente tristi, come il riacutizzarsi degli scontri in Israele. Per non parlare dell’ormai ambientale crisi globale che ci ha insegnato termini ormai familiari come “quarta settimana”, “terza settimana” e altre fantastiche frasi a tema.

Ma la cosa che più mi fa innervosire è un’altra. Certo, ho detto che mi fa innervosire, non che sia un cosa grave rispetto alla guerra o alla mancanza di soldi per mangiare, ma mi fa innervosire lo stesso, soprattutto perché è gratuita e a monito del fatto che le cose vanno in un certo modo perché è così che si vuole che vadano.

Parlo dei politici in vacanza. Scoppia la guerra? L’on. Ministro Frattini (il nuovo Roosvelt già dal ‘94 secondo Berlusconi) ci spiega come Israele abbia reagito, bla bla, e altre cose. Peccato che ce lo dica da una baita in montagna con tanto di completo da sci. Per carità, anche loro hanno diritto alle vacanze, ma caspita, non parlarmi di guerra e di equilibri internazionali tra una sciata e un caffé caldo.

E poi il mio idolo… non so dove fosse ma era fantastico in tenuta da montagna. L’on Sen. Maurizio Gasparri, capogruppo del PdL al Senato ha spiegato a RaiNews qualcosa che mi son già dimenticato, talmente era lui. Con quella sciarpa e il cappellino. Era proprio più lui del solito. Tadaaah – taaadahh. Bru?

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January 5th, 2009 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 2 comments

Sempre troppo tardi

Che dire, ci hanno provato. Con la solita arroganza e convinzione che tutti hanno un prezzo e tutti sono pronti a mettersi a novanta. E stavolta è andata male. Il fallimento del tentativo non avrà mai la cassa di risonanza che ha avuto la bieca manovra, ma tanto mi basta per capire che certi valori non sono del tutto morti.

Primo passaggio. Panorama esce in edicola con questa copertina.

«Esclusivo. La ricerca di un socio importante per il nipote. I finanziamenti pubblici per il consuocero. La richiesta di fondi per il nascente Partito democratico fatta anche a un ex inquisito di Mani pulite, che in cambio… Ecco le conversazioni di Romano Prodi e di alcuni uomini del suo staff a Palazzo Chigi. Che ora sono al vaglio della procura di Roma».

Adesso cerchiamo di fare una cosa che i politici e le tv a rimorchio fanno di rado, se mai: contestualizziamo. Da tempo Berlusconi cerca i più ampi consensi con le scuse più bislacche per proporre la tremenda catastrofica legge per limitare le intercettazioni solo per le inchieste con ipotesi di reato superiori a 10 anni, la legge che mai avrebbe permesso di scoprire la clinica degli orrori, checché ne pensi Gasparri. Quest’ultimo infatti sostiene che si possano sostituire le intercettazioni con pedinamenti, lenti d’ingrandimento e intuizioni geniali. Patetico. Allora facciamo così, colpiamo Prodi che ha procedimenti in corso e sputtaniamolo con le intercettazioni per far vedere che sono un problema bipartisan. Allora usiamo un house organ, Panorama, gruppo Mondadori (Berlusconi). E chi è il direttore? Maurizio Belpietro, già direttore de “Il Giornale” sempre del Cavalier Silvio. Dalle righe di quel giornale Belpietro già provò a dar fastidio a Prodi con la medesima inchiesta, a volte ritornano.
Insomma, volevano dimostrare che le intercettazioni sono tutte uguali e quindi sono uguali anche i reati commessi e chi li ha commessi. Un po’ come le vittime della resistenza, visto che i morti sono tutti uguali, allora anche le azioni e le ideologie sono uguali.
Ma Prodi non è Mastella, e la risposta arriva chiara dal suo sito ufficiale:

«I fatti a me attributi sono inconsistenti. Si renda pubblico tutto e non si cerchi di sfruttare questo caso politico per vietare alla magistratura le intercettazioni.
Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama, non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse la tentazione di dare vita nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile per portare alla luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho poi alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche».

Poco importa se di tutta la dichiarazione di Prodi, il TgCom (Mediaset) riporti solo le parole “fatti inconsistenti” sotto il titolo “Scoop Panorama, Prodi intercettato”.

Parole da Premier, l’unico degno di questo nome, per ora, della seconda Repubblica. Come al solito, troppo tardi.

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August 30th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 8 comments

Lord Gasparri da Roma

Era un po’ che meditavo questo post ma ogni volta che  iniziavo una ricerca su internet mi montava un misto di nausea-ribrezzo e terminavo la ricerca agli inizi. Fortunatamente, giusto ieri, mi porta gentile ausilio “La Repubblica” con un articolo che racchiude grossomodo quello che era mia intenzione cercare, più un paio di dimenticanze che a me invece non sono sfuggite, vista la particolare attenzione che porto verso il soggetto in puro stile antropologico.

Lord Gasparri da Roma è il corrispettivo italiano dell’idea stereotipata che abbiamo del Lord inglese, figura calma e tranquilla, sempre educata e posata, che partecipa alla vita politica inglese con un modo di fare, appunto, da Lord.

Da noi questo tipo di comportamento non è molto diffuso, tant’è che bisogna saper riconoscere i buoni esempi quando ce ne si presenta uno. Questo è il caso e voglio motivarne con precisione il perché.

  • Sulle donne del Pd: «sciampiste»;
  • sull’ex Ministro Bianco: «si faccia trovare con la testa in una pozza di sangue e la pistola al fianco»;
  • sul Csm: «è una cloaca»;
  • su Biagi e Santoro: «stanno cercando con tutti i mezzi il martirio mediatico. Verrebbe proprio da dire: allora diamoglielo, quello che cercano. O no?»;
  • su Biagi: «da 40 anni occupa tutti gli spazi in tv, senza lasciare nemmeno una serata libera. È come il confetto Falqui, basta la parola, e non certo perché stimoli certe funzioni come quel prodotto»;
  • su Amato: «Amato è un uomo sopravvalutato, insieme a Brusca andrebbe studiato per imparare cosa non fare» [Brusca è un pentito mafioso, n.d.G.];
  • su Montanelli: «è oggi privo di qualsiasi lucidità a causa dell’ età avanzata»;
  • su Ferilli: «Lunga vita alle tette della Ferilli, ma non possiamo fare la fiction solo per trovare lavoro a lei»;

Capite perché a volte la razza umana fa fatica ad elevarsi verso il cielo? Comunque tranquilli, a volte il Lord capisce che quello che dice è esageratamente corretto e, per evitare che gli avversari si facciano di lui un’idea di un uomo troppo colto (cosa che nella politica attuale è deleterio come sostenere che il fascismo è stato uno dei periodi più oscuri della nostra storia), manda un tagliando alla vittima con scritto: «Buono per un vaffanculo».

Che cultura, che stile.

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August 29th, 2008 Posted by Gyles | Politica | 3 comments

Come osi?

Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

Marco Travaglio Sabato sera a “Che tempo che fa” ha riportato in Tv alcune cose scritte nel libro di Lirio Abbate e Peter Gomez “I Complici”. Cose riguardanti il passato del Presidente del Senato Renato Schifani. Più precisamente che Schifani in passato ha avuto come soci nella Siculabrokers due mafiosi.

Apriti Cielo.

Le ho sentite veramente tutte. A Matrix Facci sostiene che Travaglio è da censurare non per quello che dice, ma perché fa passare fatti vecchi come «primizie». Come se quello che è successo ieri non sia indicativo per capire cosa succede oggi. Un po’ una prescrizione dei fatti.

Ancora a Matrix Gasparri, convinto che Barbacetto (coautore con Travaglio di diversi libri) fosse contro il 41bis (carcere duro per i mafiosi) si è preparato a casa un pezzettino di due righe di provocazione dove sosteneva che Barbacetto fosse mafioso come Riina visto che anche Riina è contro il 41bis. Peccato che Barbacetto continui ad essere favorevole al 41bis. Ma Gasparri ha faticato molto per farsi questo pezzettino di due righe e non vuole sentire ragioni e il siparietto si è svolto più o meno così:
Gasparri: «Non vuoi il 41bis come Riina, sei un mafioso come lui»
Barbacetto: «Io sono favorevolissimo al 41bis, ma così non funziona»
Gasparri: «Non è vero, sei contro, e quindi sei un mafioso come Riina»
Povero Gasparri, lui si prepara il pezzo e Barbacetto si ostina a non stare al copione che lui si è scritto a casa. Tadaaaah Taaaaadahhh. Hai visto Bbbbrù?

Fazio si è scusato, non so il perché, lui può invitare chi vuole suppongo, chi parla si prende le sue responsabilità no? Invece no, uno parla male, visto che lui era vicino, meglio scusarsi o la temibile ombra di Travaglio potrebbe anche avere ripercussioni per il Fazio. Fazio non ha responsabilità, ma meglio strisciare per far capire che aria tira.

Ancora Gasparri mi sovviene. Gasparri sostiene che gli elettori di destra non vogliano la cacciata di Travaglio perché porta voti a Berlusconi. Ma cosa frega a Travaglio di dove finiscono i voti quando lui parla? Lui è un giornalista. Anche Gasparri in effetti.

Io personalmente sono tranquillo e mi fido della buona fede e della limpidezza di Schifani dopo che ha esternato e argomentato con precisione assoluta i suoi rapporti passati. La frase che ha usato non lascia spazio a dubbi: «No comment». Abile oratore, cade ogni dubbio.

Ovviamente il punto, per chi ha due rotelle in testa, non è chi ha parlato (se parla Travaglio sbaglia a prescindere), come ha parlato (pungente come al solito), se è giusto o sbagliato che Schifani stia lì come seconda carica dello stato (chi siamo noi per dare giudizi morali?), o se sia giusto tirare fuori cose vecchie di venti anni (la prescrizione dei fatti a cui accennavo). La vera domanda è: è vero o non è vero che Schifani ha avuto rapporti con mafiosi?

«No comment», «con un sorriso».

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May 14th, 2008 Posted by Gyles | Attualità, Politica | 10 comments