(09 maggio 2008) – fonte: Il Giornale.it
Milano – Milano non ha più quel suo «rissoso, carissimo, irascibile» assessore.
Il sindaco Letizia Moratti ha ritirato le deleghe a Vittorio Sgarbi.
Licenziato proprio nel giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno.
La Cultura avrà presto un nuovo timoniere. Forse il professor Stefano Zecchi o il presidente della Triennale Davide Rampello.
«Mancanza di rispetto per la giunta comunale, mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini rappresentati nel suo ruolo di assessore e quindi rottura del rapporto di fiducia con il sindaco e con i colleghi assessori», la motivazione ufficiale che suona come una sentenza di condanna irrevocabile per quello che fin dal primo giorno è stato il vero pupillo della Moratti.
Perdonato, perdonato e perdonato ancora nelle sue innumerevoli marachelle.
Nelle sue uscite balzane, nei suo attacchi ai colleghi, nella sua continua ricerca di qualche oscenità da mettere in mostra.
In sintesi nel suo essere Sgarbi. Come l’estate scorsa, quando pose il papa Ratzinger in tanga e calze autoreggenti scolpito da un giovane artista al centro della mostra su arte e omosessualità.
Rassegna più volgare che trasgressiva, bloccata dalla Moratti subito dopo la vernice.
A far traboccare la pazienza, le due ultime perle infilate dal più imprevedibile e allo stesso tempo prevedibile degli assessori.
A essergli fatale ancora una volta il mondo gay.
La rassegna teatrale sull’omosessualità è fatta votare alla giunta sotto il titolo Amori possibili. Una bravata.
E anche raccontata con sfrontatezza ai giornali.
Una «presa in giro» che sindaco e assessori non hanno proprio mandato giù. Così come le urla di giovedì scorso ad Anno zero di Michele Santoro.
May 9th, 2008
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Gyles |
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Ho appena finito di vedere la puntata dell’unica trasmissione che abbia parlato un minimo dei contenuti del V2-Day di Torino. Mi ritrovo in Tv un po’ di gente, tra cui Vittorio Sgarbi.

Su Vittorio Sgarbi aleggia una antica leggenda, la stessa che riguarda Giuliano Ferrara, ovvero pare-dicono-suppongono-dannoperscontato che siano addirittura intelligenti.
Forse una volta uno come Sgarbi era in grado di far arrabbiare il suo interlocutore distruggendogli sistematicamente nei contenuti tutto ciò che diceva. Ma non certo oggi. Oggi egli si ritrova ad essere una persona con la mente offuscata da idee di parte e assolutamente non difendibili dal punto di vista della logica.
Il suo scontro con Marco Travaglio di stasera ne è stata l’ennesima prova. Non in grado di difendersi dal punto di vista dialettico e tantomeno nei contenuti, il fenomeno di Ferrara (la città, non il giornalista-provincia) ha iniziato ad insultarlo e ad urlare. Domanda Travaglio: «Ma non c’è la neurodeliri?». E l’opinionista de “La pupa e il secchione” giù ad argomentare saggiamente «Faccia di tonto» «Sei un farabutto che fa disinformazione» e altre cose veramente divertenti e soprattutto sagge e ponderate.
Memorabile le scenette in cui Travaglio non riesce a finire la frase «Biagi è stato cacciato dalla Rai» e «anche “Il Giornale” prende i contributi pubblici all’editoria» a causa delle continue interruzioni del (L|V)ittorio che si prodigava in una disperata e passionevole negazione di tutto. Infine Santoro: «Mi dicono dalla regia che “Il Giornale” prende un milione e rotti euro di contributi».
Non credo che Vittorio Sgarbi sia più in grado, in queste condizioni, di prender parte ad alcunché che preveda una discussione. Crede di essere l’unico a sapere cosa dire e cosa pensare, ha un palese complesso di superiorità mal accompagnato dalle capacità.
May 1st, 2008
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Gyles |
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