Il 7 ottobre il cosiddetto “lodo Alfano” è stato bocciato dalla Corte Costituzionale ed ha quindi cessato la sua discutibile esistenza. Da quel momento apriti cielo. Ero ad un collettivo e la notizia è stata accolta con una ovazione generale… mancava solo di andare spontaneamente in piazza. E la cosa non sarebbe stata neanche tanto grave visto che a pensarci bene abbiamo avuto per un certo periodo di tempo una legge che andava contro la Costituzione italiana.
Il premier ha cominciato a sproloquiare, credo che presto sosterrà che la torre di Pisa tende a sinistra.
Sulla Corte: «11 giudici sono di sinitra».
Su sé stesso: «Meno male che Silvio c’è. Se non ci fosse Silvio con tutto il suo governo, con un supporto del 70 per cento degli italiani, saremmo in mano a una sinistra che farebbe del nostro paese quello che tutti sapete. Quindi va bene così».
Su Napolitano: «Il capo dello Stato – dice Berlusconi – sapete voi da che parte sta. Abbiamo giudici della Corte costituzionale eletti da tre capi dello Stato di sinistra, che fanno della Corte costituzionale non un organo di garanzia ma politico».
Sul mondo: «Abbiamo una minoranza di magistrati rossi che è organizzatissima e che usa la giustizia a fini di lotta politica. Il 72 per cento della stampa è di sinistra, gli spettacoli di approfondimento della tv pubblica pagata con i soldi di tutti, sono di sinistra, ci prendono in giro anche con gli spettacoli comici».
Sulla Bindi: «Più bella che intelligente».
Forse aveva ragione Lario a dire di trattarlo come un malato…
In questi giorni si parla molto delle future nomine dei vertici Rai da parte dei soliti partiti che si scontrano su nomi che a volte è perfino difficile riconoscere, altrimenti ci si mette a ridere.
Insomma, un clima delicato, dove si vede un cattivissimo Riotta che si scaglia con violenza contro un professore che ha avuto l’ardire di contraddirlo. Che muscoli, quanta potenza.
E poi arrivano loro. Eroi che con le armi del giornalismo squarciano senza troppe parole e senza guardare in viso nessuno quel velo di ipocrisia che si chiama italianismo.
La professionale associazione ad informare si mette l’elmetto e spara tre cartucce in rapida sequenza.
Modulazione di frequenze (di Bernardo Iovene) – Frequenze televisive. Il conflitto di interessi di Berlusconi. I governi di centro-sinistra compiacenti. Tutto sulla vicenda che fa dell’Italia un paese anomalo.
L’emendamento (di Luca Chianca) – Mini inchiesta sul reato di autoriciclaggio (con intervista e interventi di Luigi Li Gotti, senzatore IdV)
L’onda giusta (di Giuliano Marrucci) – Servizio sui giovani dell’onda (guerriglieri) di Triste che propongono ripetizioni a due euro l’ora ai propri colleghi in difficoltà a causa degli scarsi mezzi delle scuole e dei professori.
E la prossima puntata si focalizzerà sui danni del nucleare nei paesi europei. E si parla di disastri ambientali non indifferenti.
Mi chiedo se sia possibile che una persona non indagata si ritrovi di punto in bianca sulle prime pagine di tutti i giornali italiani. Questo non è giusto, non è giusto in primo luogo perché siamo in Italia, dove c’è una costituzione che su questi argomenti è precisa, almeno per chi la vuole seguire. In secondo luogo perché non può esistere che il Presidente del Consiglio si svegli una mattina e faccia il primo nome che gli passa per la testa per riempirlo di fango tramite il fuoco incrociato dei suoi media. A ben pensarci quello di Genchi non è esattamente il primo nome a cui ha pensato, ma ne parlo dopo.
Torniamo a Berlusconi, quel Berlusconi che si è sempre lamentato dei Magistrati che si comportano da pirati e degli avversari politici che accusa di giustizialismo. Ed eccolo lì, oggi, a sparare a zero su una persona solo perché ne ha bisogno per far passare una sua legge. Gli serve un pretesto e prende Genchi, che non è esattamente una vittima a caso, è quel tecnico che ha scoperto tante cose sugli omicidi di Falcone e altri. Insomma, giacché mi serve una vittima, per lo meno ammazzo qualcuno che mi sta antipatico.
Se ci pensate è sempre stato così, ogni volta che c’è una legge inutile ai più da far approvare, il Presidente comincia a fare fumo e tirare fango in giro, così mentre si spengono gli incendi e ci si pulisce dalla melma, la sua maggioranza vota nella confusione più generale. Ovviamente questo modo di fare crea assuefazione, e infatti alza sempre di più il tiro, questa volta addirittura mette in mezzo la carriera e la rispettabilità di una persona, tanto nel paese dei reality si passerà più tempo a parlare di quel paffuto perito piuttosto dei sistemi democratici a rischio.
Devo ammettere che Facebook è un mondo interessante. Trovi veramente di tutto… dove posso andare? Massì! Andiamo a vedere la pagina del Presidente del Consiglio!
Argomento: BERLUSCONI: Stiamo costruendo una classe dirigente irreprensibile.
Alcuni commenti che valuto come degni di essere letti.
Post n. 3: “L’atteggiamento e il comportamento dwl suo Governo su Alitalia è stato lineare e Lei Presidente come sempre è riuscito a mediare tra le posizioni in campo. Dispiace che l’opposizione non avendo argomenti fa critiche inutili. La scelta sarà ponderata tra Malpensa e Fiumicino, ma certo è che questa maggioranza e questo governo escono rafforzati dalla vicenda Alitalia. Per quanto riguarda la classe dirigente giovane, preparata e sopratutto irreprensibile, Caro Presidente non posso che condividere il Suo intendimento, mi lasci solo aggiungere che nel PdL è basilare anche una nuova unità dei cattolici, non solo i clericali ma anche i liberali. Purtroppo nella mia città Ascoli Piceno ed in tutta la provincia il PdL è ancora invisibile, ancora si ragiona nei termini dei vecchi partiti e tutto ciò propio a svantaggio della giovane ed emergente classe dirigente che nel nuovo partito vede il futuro, la via maestra da Lei tracciata.“.
Post n.10: “CARO PRESIDENTE BERLUSCONI, ho 18 anni, mio padre è gestore di un piccolo bar e quest’anno in poco piu’ di2-3 mesi sono arrivate tasse che raggiungono la cifra di 15.000€….ora io mi chiedo…come cavolo facciamo ad andare avanti se continuate a buttarci a terra?? devo ammettere che sto rimanendo davvero sconcertata dalle molteplici riforme da lei approntate…e da atti politici che davvero stanno facendo sorgere in me non pochi dubbi sul se continuare a riporre nel vostro partito la mia fiducia, soprattutto per quanto riguarda il tema scuola e universita’, in parte sono daccordo col decreto gelmini ma crede davvero che togliere lo studio del latino da un liceo linguistico sia la cosa piu’ giusta da fare!?!?!(detto da chi frequenta tale liceo)..per quanto riguardal’alitalia sono pienamente favorevole agli accordi con air france,e per la nuova classe dirigente si ricordi che esiste la SICILIA, e il sud in generale, abbiamo BISOGNO DI AIUTO CONCRETO!!! NON DI NUOVE TASSE!! O FINTI INCENTIVI STATALI!! LA PREGO NON MI DELUDA ANCORA!!! distinti saluti da chi non perde la speranza di vedere un ITALIA migliore…“.
Post n.61: “Sapete solo criticare perchè ve la sentite che avete perso le elezioni e vi hanno levato la poltrona. Vi da fastidio sapere che il mio, anzi il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha una popolarità di oltre il 70% degli italiani che lo apprezzano. Vi da fastidio che Berlusconi non è un politico e che da a mangiare a 56000 famiglie nelle sue aziende. Trovatemi un solo politico di sinistra che abbia lavorato nella propria vita. Nessuno. Vorrei sapere i vari D’Alema (Scandalo Unipol-BNL), Veltroni (ha lasciato milioni di euro di debiti a Roma), Rutelli che cosa facevano se non stavano in politica? Niente. Veltroni ha addirittura un semplice attestato di diploma delle arti e spettacolo, infatti si vede che sa recitare bene! Prodi è stato il politico che su una cosa non ha scontentato nessuno, sapete quale? Ha tassato tutti! Che mi dite della svendita della Cirio e il processo Iri? Prodi vi ricolda qualcosa? E Di Pietro? Indagato il figlio e la base del suo pseudo-partito. E questi sono i valori?
Bene la gente lo sa e per questo vota con orgoglio Silvio Berlusconi, compreso me, perchè è un uomo che ha saputo realizzare tanto e sta facendo grande l’Italia!“.
Post n.93: “Fausto, purtroppo la gente cattiva esiste e i Di Pietrini e i Travaglio di turno sono un classico esempio. Ma noi siamo gente che ha le idee chiare e mai ci sogneremo di offendere qualcuno solo perchè non la pensa come noi. Io ho chiara l’idea della Libertà e la rispetto profondamente, mentre altri, per invidia ed opportunismo sono capaci di ucciderla utilizzando una cattiva e perversa arma: “L’Odio”. Per questo stimo e apprezzo Berlusconi, uno uomo che ha lottato, che lotta e lotterà fino alla fine per far trionfare l’ideale di Giustizia e di Libertà, senza utilizzare l’odio o altre strade avverse: utilizzate dalla sinistra (per denigrare ed offendere l’avversario fino alle ossa). Una sinistra che si spaccia falsamente come “Moralista”. Coloro che in televisione e nei salotti “radical-chic” criticano sono: “sempre i figli del 68″ e di quel brutto periodo della storia d’Italia. Un giorno la storia darà ragione…“.
E ce ne sono un mucchio di altri… andate a leggerli per favore!
P.S. Io ho studiato latino pochi mesi, ma intuisco che non aiuti a capire l’italiano.
ROMA (Reuters) – Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto oggi che il governo non permetterà che scuole e università vengano occupate dagli studenti che protestano contro il decreto Gelmini, e che per impedirle si farà ricorso anche alle forze dell’ordine.
“Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l’occupazione dei posti pubblici non è un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato”, ha detto Berlusconi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, a fianco del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini.
“Oggi convocherò il ministro degli Interni e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con le forze dell’ordine per evitare che queste cose succedano”, ha aggiunto il premier.
Da diversi giorni, in tutta Italia gli studenti manifestano con cortei di piazza e nelle scuole, contro il decreto Gelmini che prevede, tra l’altro, il ritorno al maestro unico alle elementari e sostanziosi tagli nel corpo docente per ridurre la spesa.
A Torino, gli studenti hanno occupato da ieri sera Palazzo Nuovo, sede di facoltà umanistiche.
Il decreto, approvato con il ricorso alla fiducia alla Camera il 9 ottobre scorso e fortemente contestato anche dall’opposizione, è all’esame del Senato e il governo vorrebbe approvarlo definitivamente entro la fine del mese.
Visto che negli USA hanno fatto le primarie per decidere i candidati alla presidenza del consiglio, in Italia sono partite le primarie per decidere i ministri della prossima legislatura. La campagna elettorale degli aspiranti ministri sarà senza esclusione di colpi, come dimostrano le prime iniziative.
Ovviamente ci sono delle differenze rispetto a delle normali primarie. Se uno deve farsi votare dal popolo tenterà di accattivarsi l’opinione pubblica, se invece chi ti sceglie è il Presidente del Consiglio dei Ministri, allora le tue attenzioni devono concentrarsi verso un certo tipo di campagna elettorale.
Parliamo dunque della prima delle nuove proposte. Allo sport e alle politiche sociali si è ufficialmente candidata Valentina Vezzali, pluri-oro olimpico di scherma femminile. L’occasione è stata il solito tavolino non-politico di Bruno Vespa dove il Presidente del Consiglio ha partecipato volentieri al siparietto.
La Vezzali si presenta così alla politica che conta:
Molto bene, ora, per chiunque voglia complimentarsi con la prode atleta candidata alla poltrona ministeriale, questa è la e-mail: Vezzali@hotmail.it.
In effetti è anche colpa mia se mi arrabbio ed è ancora più colpa mia se la gente mi evita ogni volta si inizi a parlar di qualsiasi cosa anche lontanamente riconducibile alla politica.
Io sono malato, mi perdo pochissime puntate di Studio Aperto, Tg4 e Porta a Porta, ma lo faccio per essere preparato per quando devo parlare con qualcuno che la pensa diversamente da me. A me piace sapere se sto parlando con qualcuno che pensa o con qualcuno che ripete pedestremente le cose sentite dagli organi ufficiali.
Ad esempio poco fa ho visto Berlusconi a Porta a Porta ridacchiare con gli pseudo-giornalisti i quali non gli fanno mai domande decenti e balbettano per cercare di porre la domanda nel modo migliore (leggi più leggero) possibile. Poi è arrivata Miss Italia la quale, visto che nulla era preparato, è passata davanti ai giornalisti, ignorandoli, poi è passata davanti a Vespa, ignorandolo, e finendo di corsa davanti al Presidente con un delizioso inchino.
Concludendo, c’è una famosa vignetta di Altan che recita: “Sono di sinistra ma sto diventando razzista”. Bene, io sto diventando cattolico.
“Serve una nuova generazione di politici cattolici dotati di grande rigore morale… capaci di coltivare le virtù della fedeltà, della dignità, della riservatezza, della sobrietà e del senso del dovere… contro il consumismo e gli idoli del guadagno e del successo… in difesa della famiglia, oggi minacciata da troppi divorzi…” (Papa Benedetto XVI, Cagliari, 7 settembre 2008)
Ma poi mi riprendo subito quando capisco il siparietto.
“Sono pronto a mettere in lista per le regioni e al governo le nuove leve di credenti che ci verranno indicati… Ringrazio il santo padre per l’incoraggiamento alla nostra azione di governo” (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, Cagliari, 7 settembre 2008).
Che dire, ci hanno provato. Con la solita arroganza e convinzione che tutti hanno un prezzo e tutti sono pronti a mettersi a novanta. E stavolta è andata male. Il fallimento del tentativo non avrà mai la cassa di risonanza che ha avuto la bieca manovra, ma tanto mi basta per capire che certi valori non sono del tutto morti.
Primo passaggio. Panorama esce in edicola con questa copertina.
«Esclusivo. La ricerca di un socio importante per il nipote. I finanziamenti pubblici per il consuocero. La richiesta di fondi per il nascente Partito democratico fatta anche a un ex inquisito di Mani pulite, che in cambio… Ecco le conversazioni di Romano Prodi e di alcuni uomini del suo staff a Palazzo Chigi. Che ora sono al vaglio della procura di Roma».
Adesso cerchiamo di fare una cosa che i politici e le tv a rimorchio fanno di rado, se mai: contestualizziamo. Da tempo Berlusconi cerca i più ampi consensi con le scuse più bislacche per proporre la tremenda catastrofica legge per limitare le intercettazioni solo per le inchieste con ipotesi di reato superiori a 10 anni, la legge che mai avrebbe permesso di scoprire la clinica degli orrori, checché ne pensi Gasparri. Quest’ultimo infatti sostiene che si possano sostituire le intercettazioni con pedinamenti, lenti d’ingrandimento e intuizioni geniali. Patetico. Allora facciamo così, colpiamo Prodi che ha procedimenti in corso e sputtaniamolo con le intercettazioni per far vedere che sono un problema bipartisan. Allora usiamo un house organ, Panorama, gruppo Mondadori (Berlusconi). E chi è il direttore? Maurizio Belpietro, già direttore de “Il Giornale” sempre del Cavalier Silvio. Dalle righe di quel giornale Belpietro già provò a dar fastidio a Prodi con la medesima inchiesta, a volte ritornano. Insomma, volevano dimostrare che le intercettazioni sono tutte uguali e quindi sono uguali anche i reati commessi e chi li ha commessi. Un po’ come le vittime della resistenza, visto che i morti sono tutti uguali, allora anche le azioni e le ideologie sono uguali.
Ma Prodi non è Mastella, e la risposta arriva chiara dal suo sito ufficiale:
«I fatti a me attributi sono inconsistenti. Si renda pubblico tutto e non si cerchi di sfruttare questo caso politico per vietare alla magistratura le intercettazioni.
Vista la grande enfasi e, nello stesso tempo, l’inconsistenza dei fatti a me attribuiti da Panorama, non vorrei che l’artificiale creazione di questo caso politico alimentasse la tentazione di dare vita nel tempo più breve possibile ad una legge sulle intercettazioni telefoniche che possa sottrarre alla magistratura uno strumento che, in molti casi, si è dimostrato indispensabile per portare alla luce azioni o accadimenti utili allo svolgimento delle funzioni che le sono proprie. Da parte mia non ho poi alcuna contrarietà al fatto che tutte le mie telefonate siano rese pubbliche».
Poco importa se di tutta la dichiarazione di Prodi, il TgCom (Mediaset) riporti solo le parole “fatti inconsistenti” sotto il titolo “Scoop Panorama, Prodi intercettato”.
Parole da Premier, l’unico degno di questo nome, per ora, della seconda Repubblica. Come al solito, troppo tardi.
“Non si vuol davvero credere che a tutt’oggi un giudice, ufficialmente e pubblicamente collocabile in una certa area ideologico-politica, non possa serenamente e correttamente affrontare un processo in cui sia imputato un esponente politico di parte avversa”.
“la dottoressa Gandus non ha mai menzionato direttamente l’onorevole Berlusconi, ma si è limitata a criticare, anche fortemente, una politica legislativa, specie in tema di giustizia, approvata dal Parlamento negli anni 2001-2006″.
Ormai funziona così. Quando qualcosa non ci piace, la buttiamo in politica. Lo chiamerei il modello Berlusconi, anche se temo che sia un modello al quale un po’ tutti hanno contribuito. Lo smantellamento delle figure terze, ovvero gli arbitri riconosciuti da tutti come imparziali, è l’inizio della deriva, adesso tali figure sono state sostituite da gerarchie lottizzate , un po’ di qua e un po’ di là. I giornalisti indipendenti, ad esempio, oggigiorno sono rarissimi e vengono di solito spernacchiati, il resto del panorama giornalistico ci propone professionisti organici ai partiti, addirittura militanti e onorevoli. Fortunatamente i giudici si salvano da questo tipo di logica perché vengono assunti tramite un concorso libero a tutti, quindi possono partecipare tutti e sono esenti dalla lottizzazione. Il fatto che il premier italiano abbia anche solo sospettato di un giudice perché di un’area socio-politica diversa, è una cosa che mi riempie di tristezza. Berlusconi è un uomo triste, mi infonde una profondissima tristezza. Ovviamente possono esistere dei giudici politicizzati, ma sono l’eccezione, non certo la regola. La regola è che quando qualcosa non ci piace la si butta in politica, cosicché si ragioni per logiche differenti da quelle dell’ambito e del contesto reale.
Via i crocifissi dalle aule. Suggerivano la risposta. Via il crocifisso dalle scuole italiane. Questo sì che sarebbe un miracolo. Via il crocifisso dalle scuole italiane. Il chiodo non è più di moda. Via il crocifisso dalle scuole italiane. Secondo l'Europa sarebbero più rappresentativi i due ladroni. (La Corte Europea è stata inflessibile: il crocifis […]